Sicurezza
Gaia, l'autoriduzione continua
Luca Cinotti
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PROTESTA. Uno striscione contro Gaia Assemblea del comitato: «Prima vogliamo tutti i contatori»
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FORTE. Nessun passo indietro. Il Comitato continua nella sua azione di autoriduzione contro Gaia e non è disposto a "rientrare" dalle cifre dovute prima che sia diventato realtà l'arrivo dei contatori. L'assemblea di ieri pomeriggio alla Mutuo Soccorso è servita come "distillato" delle ultime settimane, caratterizzate dall'azione (poi sospesa) di Gaia che ha cominciato a staccare le utenze degli autoriduttori. E se un segnale doveva arrivare alla dirigenza del Comitato dalla parte del cittadino, in primis al presidente Daniele Ferrante, il segnale è arrivato forte e chiaro: la gran parte dei 500 fortemarmini che, negli ultimi cinque anni, hanno intrapreso il taglio unilaterale delle bollette, è disposto ad andare avanti. «Certo noi non possiamo obbligare nessuno - ha detto Ferrante -. Ma sia chiaro che io sono disposto ad andare avanti, anche se rimarrò da solo...». Al momento, ha spiegato il Comitato, Gaia ha disattivato circa 25 utenze. Questo prima della moratoria decisa dopo l'incontro in comune che, però, ha una durata di sole due settimane. Il passo successivo sarà un incontro fra tutte le parti in campo: Comitato, Comune, Ato, Gaia. Una riunione che, prevista in un primo tempo per l'11 aprile, potrebbe slittare al 18. Nel frattempo, però, c'è da risolvere la questione di chi il distacco l'ha già subìto. Dalla platea si sono levati inviti alla "solidarietà" verso i malcapitati, chiedendo a tutti gli altri di fornirgli acqua. Per questi, la linea potrebbe essere quella di mettersi in regola "con riserva" (e comunque, precisa Ferrante, senza firmare contratti, farsi allacciare a un contatore o pagare le spese amministrative). Altrimenti, c'è la strada del ricorso urgente di fronte al giudice civile che - in un caso - ha già decretato che Gaia non può staccare la fornitura. Ma l'impressione è che la vera partita si giochi in tempi più lunghi e "platee" più ampie: i 500 autoriduttori di cui sopra che ormai hanno accumulato un pregresso di qualche migliaia di euro che, prima o poi, Gaia vorrà riavere. Su questo la dirigenza del comitato è stata chiara: le cifre tagliate non saranno mai "abbonate" a chi ha fatto la protesta. Anche per evitare una sollevazione da parte di chi la bolletta l'ha pagata tutta intera. E le cifre sono destinate ad aumentare, visto che l'intenzione è di continuare la protesta anche sulla fatturazione in uscita proprio in queste settimane. E allora molto si gioca sul quando e sul come restituire queste cifre. Il secondo punto dovrebbe essere assai pacifico, con la possibilità di rateizzare la cifra. Ma è sul primo che le posiziono fra Comitato e gestore del servizio idrico sono destinate ad andare in collisione. Ferrante, infatti, ha spiegato che «pagheremo solo quando saranno installati tutti i contatori e, comunque, solo nel caso in cui vengano accettate le nostre proposte». Proposte che saranno messe sul tavolo già dalla riunione del 18. E prevedono un ragionamento sulla tariffa con contatore: il Comitato chiede infatti che Forte ne abbia una apposita, che tenga conto dei disagi che la permanenza della lente tarata comunque comporterà (bassa pressione, mantenimento di autoclave e vasca di accumulo). Inoltre, si vuole proseguire sulla strada dei contatori fai-da-te. Anzi, si chiede che vengano "certificati" da Gaia, risparmiando così gli 8 milioni dei lavori previsti: «Soldi che - dice Ferrante - devono essere investiti sulla rete». Punti sul quale anche il sindaco Umberto Buratti si è mostrato possibilista: «Anche con i contatori porteremo all'Ato la proposta di una tariffa ad hoc per Forte. Comunque - ha concluso Buratti - voglio dire al comitato che in me trova un alleato, e non certo un nemico».
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