Il Tirreno

Versilia

Crollo del turismo, marchio da rilanciare

Simone Pierotti

Paure e ricette all'iniziativa del Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago

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 VIAREGGIO. Una tavola rotonda sul turismo, con addetti ai lavori, amministrazione comunale e categorie economiche, da convocare in fretta. E poi una maggior collaborazione tra pubblico e privato. Questa la voce che si alza dall'incontro sul turismo di ieri mattina promosso dal Movimento dei cittadini di Massimiliano Baldini.  Un incontro che ha registrato una massiccia partecipazione nella sala di rappresentanza del Comune.  Molto apprezzato l'intervento di Massimo Lucchesi, direttore dell'Apt Versilia. Il quale inizia da una precisazione: «I dati sui flussi turistici forniti dalla Provincia si riferiscono solo agli alberghi. Bisognerebbe analizzare anche il mercato delle seconde case. Rispetto alle previsioni, tutto sommato la Versilia ha tenuto». Ma i problemi, inutile negarlo, esistono. «Siamo in un momento di stagnazione, bisogna capire cosa vogliamo fare per rilanciare: la promozione non basta, ci vuole la creazione di un prodotto turistico. Ecco, è da qui che dobbiamo partire: cosa vogliamo offrire ai visitatori?».  E Lucchesi, per il suo messaggio, si affida alle foto di due modelli dell'automobile Mini, uno datato, l'altro recente: «Il brand è lo stesso, ma dobbiamo cambiarlo, modernizzarlo ed aumentarne la qualità».  Infine, una nota sul turismo congressuale: «Il Convention Bureau apuoversiliese è un tentativo di ripartenza che punta sulla sinergia pubblico-privato: il nostro mercato sono i piccoli congressi, quelli da 300-400 posti, non quelli faraonici da oltre 2mila presenze».  Alessandro Cerrai di Confesercenti, invece, si domanda: «Possibile che, nelle aree industriali dismesse, si pensa di fare sempre e solo centri commerciali, anziché alberghi?». Non mancano stilettate alle istituzioni: «Il ministro del turismo è inadeguato, la Regione ha scelto la strada di soppressione delle Apt e l'amministrazione locale ha già cambiato due assessori. Qui urge un tavolo di confronto». A Viareggio le strutture ricettive, nel corso degli anni, sono passate da 241 ad appena 80: è il dato fornito da Beatrice Taccola di Assoalbergatori. Che invoca «nuova viabilità, più attenzione al decoro urbano e riqualificazione della stazione» e, soprattutto, chiede che «i ricavati della tassa di soggiorno siano investiti nel turismo e non in altri settori». E mentre Carlo Monti invita a prendere le difese del settore balneare, da lui rappresentato, Graziano Giannessi di Confcommercio chiede chiarezza: «Ci venga detto chiaramente cosa si può fare o non fare, in base alla disponibilità economica». Niente castelli in aria, insomma.

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