Il dolore
«Non accettiamo ultimatum»
Luca Basile
Michele Bartoli interviene sulla querelle degli orari dei locali in centro
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PIETRASANTA. Bar e ristoranti con le saracinesche abbassate all'una del mattino? «Ad ognuno il suo ruolo. Come si permette il presidente dell'Associazione residenti (Enzo Grassi, ndr.) di dettare orari e contenuti di un'ordinanza che era e resta di pertinenza amministrativa?». Parole quelle di Michele Bartoli, titolare di uno dei bar più in vista del centro storico, il Pietrasantese, che ampliano il fronte, di scontro verbale, a margine della chiusura notturna estiva dei pubblici esercizi all'interno delle mura cittadine. Grassi, a nome di un centinaio di famiglie, era stato, nella cronaca di ieri, piuttosto definitivo sull'argomento. «Diremo no ad aperture di bar e ristoranti prolungate fino alle 2 del mattino; se così sarà, il Comune verrà invaso da esposti. Le famiglie hanno il dovere di tutelare i propri diritti». Presa di posizione che Bartoli, come detto, rigetta. «Il sottoscritto, alla pari di altri esercenti, non sarebbe mai uscito su stampa e, comunque, non avrebbe mai imposto, con certi toni, al Comune, una linea sugli orari di apertura e chiusura di bar e ristoranti. E questo sarebbe un contributo al dialogo? Ma per favore». Sulla questione, sempre Bartoli va, comunque, oltre. «Si entri nel dettaglio della problematica, senza gettare fango su tutte le attività. Cosa vuole dire che a Pietrasanta, nel centro storico, c'è confusione ed è impossibile viverci? Ci sono disagi? Che si individuino i responsabili, allora. L'associazione ed il suo presidente facciano i nomi dei locali "irregolari", invitando chi di dovere ad intervenire. Troppo facile generalizzare; se ci sono 2 o 3 attività che non rispettano le regole, perché dovrebbe rimetterci la maggioranza degli esercenti, da sempre ligi alla normativa? Ma evitiamo, una volta per tutte, anche le esagerazioni. Per quanto mi riguarda, ritengo la movida notturna poco conforme al ruolo e alle caratteristiche del centro di Pietrasanta. Al tempo stesso, però, non mortifichiamo le singole attività con restrizioni e imposizioni fuori luogo, che non sarebbero, alla fine, deterrente contro gli eccessi, ma un freno, inaccettabile, alle giuste aspettative lavorative. Ben venga, quindi, il confronto, senza però, come detto, imporre linee preventive. Il Sindaco parli con tutte le realtà, si confronti e poi prenda una decisione. Sta agli amministratori deliberare; il ristoratore, così come il presidente di un'associazione, dopo aver detto la loro, devono restare al proprio posto». Anche fra i residenti c'è chi, trova la posizione di Grassi e dell'associazione, poco condivisibile. «Abito nel centro, ma trovo un po' assurda la richiesta di chiusura, a prescindere, all'una del mattino dei locali. E', infatti, troppo facile criticare, senza offrire una soluzione. Il comitato dei residenti del centro, potrebbe invece invitare i proprietari dei locali ad assumere una guardia giurata nel fine settimana, giorni in cui si concentra la presenza degli avventori, al fine di migliorare la gestione della clientela, evitando così episodi spiacevoli, là dove si esageri. Racconto un episodio. La scorsa settimana, uscendo alle 3 del mattino da casa di amici, presso i quali avevo cenato, mi sono ritrovata ad attraversare la piazza Duomo, nella quale allegramente una piccola combriccola di amici over 40 (6 persone) si dilettava a giocare a pallone. La cosa mi ha colpito e mi ha fatto riflettere. Credo che quei signori - afferma Lara Filiè - che giocavano a pallone, non erano la conseguenza della movida pietrasantina, ma solo persone maleducate e con scarso rispetto per gli altri. Abito a pochi passi da Villa Barsanti e purtroppo o per fortuna, sono costretta a sopportare schiamazzi, musica e fuochi d'artificio per tre volte la settimana, da maggio a settembre. Non nego che sia fastidioso dover accondiscendere gli eventi della Villa, ma è patrimonio di Pietrasanta, porta gente e turismo. Certo, sarebbe bello che ci fosse più di riguardo per chi vi risiede, ma abbiamo la fortuna di vivere in una piccola città, ricca di storia, di arte e di calore, non la intristiamo, ma accendiamola e viviamola a 360º. I locali caratterizzano Pietrasanta ed invitano i turisti, gli artisti e tutti i curiosi a visitarla e ad assaporarla».
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