Il Tirreno

Versilia

Gaia, conguagli di tre anni fa

Donatella Francesconi
Acqua pubblica, ma sempre più cara
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Acqua pubblica, ma sempre più cara

L'azienda: allora non riuscimmo a conteggiarli

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 VIAREGGIO. Nell'ultima bolletta di Gaia ha trovato conguagli per più di 120mila euro, tutti relativi al 2008 e 2009 per le voci "acquedotto", "quota fissa", "fognatura", "depurazione".  Il cittadino che l'ha ricevuta ha girato copia del documento direttamente al "Tirreno", per riuscire a capire - e con lui tanti altri utenti dell'azienda idrica - come mai Gaia «presenti incredibilmente il conto tre anni dopo».  Abbiamo girato il quesito al presidente di Gaia, avvocato Ermindo Tucci. Che ci ha indirizzato ai suoi tecnici. Dai quali abbiamo avuto gli elementi per sciogliere il quesito. Elementi che possono essere così sintetizzati.  Nel 2008 l'Autorità di ambito decretò gli aumenti della tariffa dell'acqua. Il Piano tariffario - secondo quanto spiega Gaia - all'epoca fu considerato «complesso e difficile» al punto da richiedere «tantissime energie» per renderlo praticabile.  Tre anni dopo. Ma «correttamente - è la posizione dell'azienda idrica - e ai sensi della legge». Un fatto del quale, peraltro - sottolinea Gaia - i cittadini «sono stati debitamente informati».  Insomma: con tre anni di ritardo, ed in piena crisi economica che "strozza" le famiglie e falcia i posti di lavoro, ecco che l'azienda pubblica dell'acqua ha finalmente sciolto il "rebus" di come applicare gli aumenti tariffari che Ato ha disposto a suo tempo. Decidendo di inserire i conguagli relativi nelle bollette in arrivo in questi giorni.  Niente a che vedere - ci tiene a sottolineare Gaia - con gli aumenti retroattivi che le aziende idriche di tutta Italia hanno a più riprese tentato di somministrare agli utenti. Venendo "rimbalzate" a più riprese da Tar e difensori civici. «Qui si tratta di applicare le tariffe decise nel 2008 da Ato», spiegano all'azienda presieduta da Tucci, tariffe che all'epoca Gaia non riuscì a fatturare ed oggi invece sì.  Tutto in regola, dunque, per quanto attiene alle procedure di Gaia.  Resta ai cittadini l'amaro in bocca: «Faccio l'imprenditore - ci spiega il cittadino che ha protestato - ed è come se mi presentassi dai miei clienti tre anni dopo spiegando che all'epoca non ero riuscito a presentare loro i conteggi giusti...Mi sembra davvero una prassi inaudita».  

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