Il Tirreno

Versilia

«Così rilanciamo il Premio Viareggio»

Donatella Francesconi
Presidente e giuria dell’edizione 2010 del Premio Viareggio; sotto, Aldo Belli, ex assessore alla cultura
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Presidente e giuria dell’edizione 2010 del Premio Viareggio; sotto, Aldo Belli, ex assessore alla cultura

L'annuncio: in commissione cultura l'8 aprile il progetto presentato da Aldo Belli

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 VIAREGGIO. Una riunione della commissione cultura del Comune, allargata ai capigruppo in consiglio comunale, per discutere del futuro del Premio Viareggio affidato al progetto di rilancio che l'amministrazione Lunardini ha commissionato ad Aldo Belli, ex assessore alla cultura. L'appuntamento è fissato per l'8 aprile, con da annuncio fatto da sindaco e assessore alla cultura, Ciro Costagliola. Che sull'argomento hanno diffuso, ieri pomeriggio, un comunicato congiunto.  Comunicato che fissa alcuni punti importanti nella discussione in corso negli ultimi giorni sui destini della manifestazione letteraria che è una parte della storia di Viareggio.  Si comincia con la questione della presidenza, da qualche anno affidata alla professoressa Rosanna Bettarini: «L'attuale giuria e la sua attuale presidente - scrivono sindaco e assessore - meritano la nostra gratitudine per avere conservato in questi anni l'esistenza del Premio. Ma appare evidente, e a nostro avviso condiviso da tutte le parti politiche, come il Premio Viareggio necessiti di un suo rilancio,. Magari recuperando i partner finanziari sul medesimo schema dello storico rapporto Premio Viareggio/Leonida Repaci e Olivetti che rimane uno dei più alti esempi di mecenatismo disinteressato della grande industria nella storia».  Dunque - ci tengono a fissare nero su bianco Lunardini e Costagliola - un'ipotesi di revisione del Premio così come si presenta oggi mette d'accordo centrodestra al governo e centrosinistra all'opposizione. Così che una revisione dello Statuto che passasse dal consiglio comunale, luogo deputato a decretarla, filirebbe per così dire "liscia". «Trattandosi di materia così particolare ed universale - si augurano Lunardini e Costagliola - - appare assolutamente auspicabile, oltre che normativamente prevista, una larga condivisione tra maggioranza e opposizione. Materia per la quale confidiamo in una discussione seria e serena».  Il progetto che porta la firma di Aldo Belli, dunque, va avanti e «sarà presentato nei prossimi giorni», come si legge ancora nel comunicato, «al fine di aprire l'iter di una discussione, in tutta serenità e senza pregiudizi, ma sono nell'interesse del Premio stesso».  Nel silenzio dell'attaule presidenza del Premio, a dar voce alla struttura in carica della manifestazione è Teresa Gambardella, ex consigliera comunale, membro del Comitato di gestione del Premio Viareggio. Comitato che, scrive Gambardella, «non è stato né convocato, né coinvolto, in discussioni su eventuali criticità emerse o su prospettive di cambiamento, e neppure informato sulle iniziative intraprese. Nella spasmodica ricerca di visibilità da parte dei politici, si sono saltati troppi passaggi e si è arrivati a gamba tesa a dare calci nei denti a persone che finora hanno lavorato, dando il meglio con le risorse economiche assottigliatesi nel tempo e sempre più inadeguate e al di sotto delle reali necessità».  Gambardella difende il lavoro fin qui svolto da giuria e presidente: «Tutti letterati e intellettuali di prim'ordine che hanno assicurato in questi anni prestigio e nobiltà al Viareggio, premiando autori che in seguito hanno avuto conferme del loro valore. Basti citare il caso Saviano, premiato nel 2006; Vargas Llosa, premiato in anticipo rispetto al riconoscimento del Nobel; Nicola La Gioia, che conduce con successo una trasmissione di approfondimento culturale su una radio nazionale».

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