Sicurezza
Colpo con pistola nell'atrio dell'ospedale
Claudio Vecoli
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PAURA IN OSPEDALE. Due auto dei carabinieri davanti allingresso dellospedale subito dopo il colpo In due rapinano e feriscono l'addetto ai prelievi dei soldi dei ticket: presi 19mila euro
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LIDO. Ne hanno seguito le mosse per giorni. Forse per settimane. Poi, una volta certi di conoscerne a sufficienza le abitudini, ieri mattina sono entrati in azione. E, con una inquietante spregiudicatezza, sono entrati in azione nell'atrio dell'ospedale Versilia, in mezzo alla gente, a volto scoperto e armati di pistola (finta?). Obiettivo: prendere di sorpresa l'addetto al ritiro del denaro e impossessarsi dei soldi appena prelevati dalle macchinette per il pagamento del ticket. E per centrare il risultato, non hanno esitato ad utilizzare l'arma, colpendo in testa la loro vittima con il calcio della pistola. Un colpo che ha fruttato ai due banditi - entrambi giovanissimi, probabilmente italiani - diciannovemila euro in contanti. E che - proprio per le modalità con cui è stato messo a segno - preoccupa non poco polizia e carabinieri, che hanno immediatamente accostato l'episodio alla rapina a mano armata alla Conad di via Filzi della settimana scorsa. Vittima dei banditi Giulio Del Bianco, trentasei anni, dipendente di una ditta che per conto della Bassilichi - azienda che gestisce la riscossione dei ticket - si occupa di svuotare periodicamente le macchinette sistemate nell'atrio dell'ospedale prelevandone il contante e versando poi il denaro in banca. Una operazione, questa, che viene eseguita in genere un paio di volte alla settimana. E che era ben conosciuta dai due banditi, che evidentemente ne avevano seguito i movimenti da qualche tempo. I malviventi hanno studiato il piano in tutti i dettagli. Sapendo che l'addetto al ritiro del denaro, dopo aver svuotato le macchinette, avrebbe poi consegnato la cifra nella filiale della Cassa di risparmio di Firenze che si trova proprio all'interno del «Versilia», lo hanno atteso al primo piano dell'ospedale. Incuranti del fatto che a quell'ora la zona era piena di gente, i due banditi lo hanno atteso di fronte al negozio di parrucchiere «Nuova Immagine» che si trova al primo piano. Quando l'addetto al ritiro del denaro ha salito le scale mobili che portano alla banca, lo hanno avvicinato. Dapprima, contando sull'effetto sorpresa, hanno cercato di strappargli lo zainetto con il denaro. Poi, di fronte alla resistenza del Del Bianco, uno dei due ha estratto dalle tasche una pistola e non ha esitato a colpirlo alla testa con il calcio dell'arma. Una botta violenta che, oltre a ferirlo al cuoio capelluto, ha letteralmente stordito l'addetto ai prelievi. Costringendolo ha mollare lo zainetto. A quel punto i due banditi si sono dati alla fuga, scappando dall'uscita d'emergenza lato mare dell'ospedale (a pochi metri dal luogo della rapina). Franco Dolfi, un medico del reparto di anestesia che ha assistito alla scena, ha cercato di inseguire i due malviventi rincorrendoli lungo le scale antincendio. Ma la loro rapidità ha impedito all'inseguitore di raggiungerli. Così, una volta usciti all'esterno, i due giovani delinquenti sono saliti a bordo di uno scooter e sono scappati via facendo perdere le proprie tracce. Anche se il medico è riuscito ad annotarsi la targa. Nel giro di qualche minuto, alcune volanti del commissariato hanno raggiunto l'ospedale. E una volta raccolte le prime informazioni sui due rapinatori hanno dato loro la caccia senza però risultati. Adesso gli investigatori sperano di poter arrivare a ricostruirne un identikit mediante le tante telecamere che si trovano all'interno e all'esterno dell'ospedale (a cominciare da quella posizionata di fronte alla Cassa di risparmio di Firenze). Ma le prime immagini raccolte non sarebbero di buona qualità. Si è poi rivelata relativamente utile la targa dello scooter con cui i banditi sono fuggiti: dai controlli effettuati, il veicolo è stato rubato alcuni giorni prima a Viareggio e quindi non è di proprietà dei rapinatori. Un altro «accorgimento» che dimostra la pericolosità dei due.
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