Sicurezza
LOPINIONE
Caro sindaco, avanti Urge un po' di coraggio
Corrado Benzio
2 MINUTI DI LETTURA
Mi racconta un libraio viareggino giusto in mattinata: gli editori non mandano più la fascetta per i vincitori del Viareggio. Insomma parliamo, e partiamo da un premio che non fa vendere e non interessa più. Giusto quindi che sindaco e Ciro Costagliola diano, con il garbo salamandresco del primo cittadino, il benservito alla professoressa Bettarini. Ergo il progetto di Aldo Belli va avanti, comunque. Se non sarà Calabrò, il presidente sarà qualchedunaltro. Se non sarà Belli a cercare sponsor, sarà qualcun'altro. Ma così com'è, il premio non va. E chi parla di premio prestigioso fa il paio con chi parla ancora, a proposito di Viareggio, di Perla della Versilia. Ovvero vive in un mondo tutto suo, mentre in due anni la città ha perso quasi il 14% di presenze turistiche. Ma torniamo al premio. Il progetto di Aldo Belli non lo conosciamo nella sua intierezza, ma ha già un grande merito: di rompere schemi e incrostature. Lui per primo «rompe». Sta (o è stato) con il centrodestra, ma è uomo intimamente di sinistra, già da qui la difficoltà ad inquadrarlo. A differenza di altri non fa il sepolcro imbiancato, ma ama il potere, perché sa che solo attraverso quello si possono fare le cose. Ha, soprattutto, onestà intellettuale. Crediamo che di gente come Belli ce ne sia bisogno in città. Lo aveva capito anche il sindaco, il quale però deve capire anche un'altra cosa: di fronte ad una città che affonda, o si prende le sue responsabilità fino in fondo, o rimarrà alla storia come un Re travicello. C'è un suo assessore che di fronte alle critiche continua a ripetere: tanto se si va a votare rivinciamo noi. Ma non sapevamo che amministrare un Comune fosse come giocare per lo scudetto. Che cosa significa "vincere", se poi la città è una maceria (e si badi bene le colpe non sono solo dei 3 anni di centrodestra)? E allora, sindaco, non ci faccia ripensare al Manzoni (se il coraggio uno non lo ha, etc) e appoggi, se non Belli, la rinascita del premio. Lo faccia scontentando sindacati di retroguardia, vecchie prof e giovani rampanti, ma anche sconfessando le cervellotiche ricostruzioni di certa stampa. E allora scoprirà che la città sarà con lei. Il premio che ha fatto scoprire all'Italia Gramsci, ma anche Roberto Saviano, che ha finanziato la resistenza greca contro i Colonnelli, che ha premiato la Fallaci (quando era di sinistra, ma vabbè) non può essere ridotto ad andare in tv dopo Marzullo (all'una di notte).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google