Il dolore
Boncompagni (Sel): si rispettino le regole
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A lato, Il sindaco con Milziade Caprili; sotto, Cristina Boncompagni Discussione aperta e difesa della struttura in carica
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VIAREGGIO. Numerosi gli interventi sul futuro del Premio Viareggio. Cominciando da quello dell'ex assessora alla cultura, Cristina Boncompagni, oggi coordinatrice del circolo cittadino di Sinistra ecologia e libertà. Secondo Boncompagni «sotto attacco è l'indipendenza del più indipendente e prestigioso Premio letterario italiano, governato da regole certe che escludono qualsiasi intervento esterno, anche da parte dell'amministrazione comunale». «Lo Statuto del Premio - continua Cristina Boncompagni - può essere modificato, ma non stravolto, solo con la maggioranza di tre quarti del Consiglio comunale. Qualunque proposta venga dall'amministrazione comunale deve necessariamente passare dagli organi del Premio che deliberano in piena autonomia. Se l'amministrazione rileva criticità nel Premio, a parte quella finanziaria su cui nessuno vieta di intervenire cercando risorse, invece di sottrarle al Premio, ha una sola via di fronte: discutere apertamente e lealmente con gli organi del Premio e con le competenti commissioni consiliari». Posizione analoga è quella espressa da Roberto Veronesi, responsabile del settore cultura per il Partito democratico della Versilia: «È dell'ultima ora la presentazione di un piano - scrive Veronesi - affidato ad Aldo Belli dove lo stesso rileva alcune criticità e per talune di esse lascia intravedere alcuni percorsi da compiere. È obbligatorio che certe tematiche vengano approfondite da parte delle istanze politiche cittadine preposte. E, aggiungiamo, anche dall'attuale conduzione del Premio». Dai banchi della Sinistra Arcobaleno si fa sentire la voce del capogruppo, Milziade Caprili che molta attenzione ha dedicato, negli ultimi mesi, alle ipotesi di rilancio del Premio: «Ho chiesto al sindaco Lunardini di convocare una riunione dei capigruppo e di quanti altri ritenga opportuno per valutare la grossa confusione che si è determinata sul Premio Viareggio. Il problema a questo punto non può che essere prima di tutto l'effettuazione del Premio stesso. Per questo vorremmo conoscere le modalità e le eventuali novità a cui personalmente non ci sentiamo estranei». La riunione è convocata per l'8 aprile e per quella data le risposte dovranno essere "confezionate". Ancora per Sel, Paolo Barsanti, responsabile cittadino per i settori scuola e cultura, scrive: «Le proposte di "riforma" del Premio letterario che stanno girando sulla stampa e nelle stanze della maggioranza sono del tutto da respingere sia per il metodo, sia per la sostanza e gli obiettivi. Per il metodo è evidente la mancanza di rispetto nei confronti dell'attuale presidenza e della giuria. Come è evidente che l'incarico ad Aldo Belli sia illegittimo e denoti uno scarso senso democratico: occorreva invece prima coinvolgere la città, e quindi il consiglio comunale in un'ampia discussione sul rilancio, necessario, del Premio». Per Barsanti la soluzione annunciata da Belli, attraverso le pagine del "Tirreno", di creare una Fondazione Premio Viareggio finanziata con capitali pubblico-privati (si parla di 500mila euro) «porterebbe ad una lottizzazione politica, con vincitori del Premio a geometria variabile a seconda delle elezioni precedenti». La discussione è aperta, in attesa di conoscere ulteriori particolari del progetto messo a punto da Aldo Belli che ha coinvolto - come annunciato nell'intervista rilasciata al "Tirreno" - nomi autorevoli come quello del giornalista e scrittore Antonio Calabrò. E molti altri per l'ipotesi della nuova giuria. Come da proposta illustrata in questi giorni a sindaco e assessore alla cultura.
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