Il Tirreno

Versilia

Assocarristi, Lombardi si dimette

Claudio Vecoli
Assocarristi, Lombardi si dimette

Il costruttore: «Non si portano avanti gli interessi della categoria»

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 VIAREGGIO. Se ne va. E sbatte la porta. Carlo Lombardi, uno degli undici carristi di prima categoria, ha deciso di dare le proprie dimissioni dall'Assocostruttori, l'associazione che raggruppa i «maghi» della cartapesta viareggina. Una decisione maturata durante il periodo di Carnevale e che verrà formalizzata nelle prossime ore. E che - ci tiene a sottolineare - non ha niente a che vedere con il (deludente) verdetto che ha piazzato il suo squalo all'ottavo posto in classifica. Molti i motivi che hanno portato Lombardi a uscire dall'associazione: dalle posizioni «molli» nei confronti della Fondazione Carnevale fino alla visione tutt'altro che unitaria della categoria che emerge all'interno degli associati.  Perché questa decisione di lasciare l'associazione?  «Perché quando delle persone si associano, dovrebbero farlo per un obiettivo comune. E questo non accade. Quando va bene, si portano avanti battaglie che riguardano questa o quella sottocategoria. Ad esempio ai carristi di prima categoria interessano alcune cose, mentre i mascheratisti sono sensibili ad altre problematiche. E talvolta si tratta di questioni in conflitto fra loro. Ancor più spesso, però, si utilizza l'associazione per portare avanti solo delle questioni personali. Lasciando da parte i problemi che invece dovrebbero riguardare tutta la categoria».  Ad esempio?  «Ad esempio non siamo riusciti ad ottenere niente nelle battaglie che invece l'associazione avrebbe dovuto portare avanti. L'ultimo esempio riguarda l'uscita dei carri durante il primo corso, quando piovve dall'uscita dei carri dalla Cittadella fino al rientro negli hangar. Una volta i costruttori avrebbero fatto sentire la loro voce e forse avrebbero imposto alla Fondazione Carnevale di annullare la sfilata, evitando di rovinare i carri e di dar vita ad una sfilata dimezzata e senza senso».  Quali sono gli altri argomenti su cui l'Assocarristi non ha inciso?  «Intanto, visto che si tratta di una sorta di sindacato dei carristi, non ha avuto un proprio peso nei confronti con la Fondazione Carnevale. Penso al mancato rispetto degli accordi da parte di Palazzo delle Muse sui tempi di pagamento di quanto ci era dovuto. Non siamo inoltre riusciti ad ottenere il via anticipato ai lavori, né siamo stati coinvolti nella scelta della composizione delle giurie. E credo che prossimamente avremo altri tipi di problemi ancora più seri legati al taglio dei carri».  Qualche problema c'è anche all'interno, presumo...  «Certo. Spero che si rifletta sul fatto che poco meno della metà dei carristi non fanno parte dell'associazione. Oltre a me, sono stati persi per strada Gionata Francesconi, Alfredo Ricci, Simone Politi, Gilbert Lebigre e Corinne Roger. Se non è un sintomo di malessere questo...».  Qualche problema, come quello di certi cambiamenti societari che si stanno verificando alla Cittadella, non lo avete voluto affrontare.  «È vero. L'associazione non ha mai voluto affrontare seriamente il problema di certi subentri che si sono verificati negli anni agli hangar e che hanno coinvolto moltissimi costruttori. Ha fatto bene Edoardo Ceragioli a sollevare pubblicamente la questione. All'interno della categoria, invece, su questo tema c'è una omertà assoluta forse perché sono in pochi a poter scagliare la prima pietra».

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