Il dolore
Sesso e potere ai tempi del Berlusca
Simone Pierotti
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AMORE E SESSO. Gilbert Lebigre e Corinne Roger col bozzetto del carro A sinistra: il mascherone che domina il retro della costruzione Lebigre e Roger fra Kama Sutra, Bunga Bunga e amore vero
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VIAREGGIO. Dopo lo stormo di oche e la futuristica città delle ronde leghiste, eccoci giunti all'ultimo capitolo della cosiddetta «trilogia della ruggine» dei coniugi francesi Gilbert Lebigre e Corinne Roger: l'epilogo si chiama «Viaruggine-l'antiruggine sbloccante» ed è una costruzione che ha già fatto discutere ancor prima di sfilare ai corsi mascherati. Il tema. Dopo l'iniziale censura di due anni fa per il carro sulle ronde, ecco un altro paletto per i costruttori transalpini in fase di presentazione dei bozzetti: la loro opera, dedicata al Kama Sutra, è al vaglio della commissione per i suoi contenuti erotici, considerati un po' troppo spinti. Ma poi arriva il via libera. Forse perché inizialmente si è fatto confusione tra erotismo e pornografia. «Sì, è proprio questo il punto - spiega Lebigre - il binomio tra sesso e potere, sempre più presente nelle nostre cronache come dimostra il tormentone del bunga bunga, è l'antitesi del rapporto sessuale, sano e consapevole, che avviene tra due persone. La pornografia nega la sessualità». Ed ecco che i due costruttori si rifanno al Kama Sutra, antico testo sanscrito sull'amore, e all'arte indiana in generale. Il carro. Tutto nacque dalla rivoluzione della ballerina: la parte più importante di un carro era il retro e non la parte anteriore. Da quel momento, Lebigre e Roger hanno riproposto più di una volta il collaudato schema e così sarà anche per questa edizione. La parte frontale del loro «Viaruggine» è come l'interno di un teatro, dove compaiono peraltro alcuni richiami ai precedenti capitoli della trilogia: in platea il pubblico indossa dei copricapi con le orecchie d'asino e contempla una spirale, con Berlusconi e Sarkozy che, posizionati ai lati, se la ridono. Sul retro, invece, è il trionfo del Kama Sutra e dell'erotismo: in uno scenario psichedelico, con colori vivaci e violenti, quasi da quadro espressionista, vengono immortalate, proprio nel momento dell'atto sessuale, tre coppie. A sovrastare la scena un corpo con sei braccia ed il volto da elefante, chiaro richiamo alla mitologia e alla cultura dell'India. Non a caso per la scelta dei costumi dei figuranti i due carristi si sono ispirati a Bollywood, il cinema popolare indiano. E, durante i corsi mascherati, verrà proposto anche un intrigante spettacolo di ballerine di burlesque. Balza, naturalmente, all'occhio l'omaggio alla cultura indiana: qui il rimando al Kama Sutra è funzionale al tema del carro, e cioè la satira sulla negazione dell'erotismo. Ma il messaggio subliminale potrebbe essere anche l'esaltazione dell'India stessa, vista come una potenza economica emergente. Che Lebigre e Roger abbiano una copia di «La speranza indiana» di Federico Rampini tra i loro scaffali? (5 - continua)
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