Il Tirreno

Versilia

Il sindacato vuole i dati precisi del materiale estratto

Marmo, aumenti per gli artigiani: 84 euro in più in busta paga

<b>SOLDI IN ARRIVO.</b> Un laboratorio artigiano
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SOLDI IN ARRIVO. Un laboratorio artigiano

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 SERAVEZZA. Dopo un anno dall'inizio di trattative è stato finalmente sottoscritto il contratto nazionale degli artigiani legno e lapidei. Un documento particolarmente importante per il settore del marmo versiliese: i lavoratori artigiani si concentrano particolarmente a Seravezza e Pietrasanta e contano 300 lavoratori per circa 100 imprese.  Scommessa di questo contratto, spiega Leonardo Quadrelli della Fillea-Cgil è il fatto che, «contrariamente alle scelte ora di moda tra i datori di lavoro che tendono allo spezzettare i contratti il più possibile, questo inizia a unire i due settori».  Gli aumenti partiranno dal 1º febbraio 2011 con 3 trance: l'incremento è del 6,6% calcolato sull' attuale montante della paga base della categoria D per il legno, e del 5º livello per il lapideo. A regime (1* giugno 2012) porterà in totale 80 euro di aumento al settore legno e 84 euro di aumento per il marmo. Un fascia "intermedia" partirà il 1º settembre.  A tutti i lavoratori sarà inoltre erogata una una tantum di 150 euro: 80 con la busta di aprile 2011 e 70 con quella di ottobre 2011.  «Gli aumenti salariali - spiega Quadrelli - sono in linea con gli aumenti contrattuali di tutto l'artigianato. Sarebbero più importanti se fossero esentati dalla tassazione come richiesto più volte dalla CgiL al governo che, su questo, è del tutto assente. La trattativa è stata senza dubbio influenzata dalla crisi, ma la parte normativa contiene impegni che vanno nella direzione corretta per lo sviluppo della trasformazione del marmo come la definizione di politiche di settore tese alla valorizzazione della filiera e l'individuazione di azioni tese ad implementare l'attività dei distretti di settore, al fine di diffondere i modelli organizzativi e operativi migliori».  Se leggiamo questi intendimenti nazionali, identici a quelli del contratto regionale, Quadrelli deduce «che per gli artigiani e le organizzazioni sindacali è identico l'intendimento di bloccare la politica di escavazione che vuole vendere i blocchi di pietra grezzi senza lavorarli in loco. Chiedo agli artigiani del territorio di unirsi a noi con più forza, per chiedere unitariamente alle istituzioni un sistema che incentivi almeno la trasformazione del 50% di quanto invece viene venduto grezzo all'estero. «Possibile - si chiede Quadrelli - che la Provincia di Lucca, o i comuni interessati all'escavazione o il parco delle Apuane non sappiamo per ogni cava attiva, quante tonnellate di materiale vengono estratte e soprattutto la cosa più importante: che fine fanno? Quante tonnellate vengono trasformate? Quante vendute direttamente all'estero?». Domande che attendono, urgentemente, una risposta.

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