Il Tirreno

Versilia

Fabrizio Galli porta la bioetica al Carnevale

Simone Pierotti
<b>MITOLOGIA E BIOETICA.</b> Fabrizio Galli con il modellino del carro e a sinistra uno dei personaggi mitologici raffigurati
◗
MITOLOGIA E BIOETICA. Fabrizio Galli con il modellino del carro e a sinistra uno dei personaggi mitologici raffigurati

Gli esperimenti genetici protagonisti in «Embrioni chimera»

2 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. La bioetica al Carnevale: un tema già affrontato in precedenza. E che, però, ha quasi sempre visto Fabrizio Galli come l'unico davvero desideroso di affrontarlo: dopo la cura Di Bella, dopo la clonazione, ecco un carro sugli embrioni-chimera. Che, come tiene a precisare il costruttore stesso, vede la figlia Valentina come preziosa collaboratrice.  Il tema. «Quando ho sentito la parola "embrioni-chimera" ho avuto come un'illuminazione. Perché è un tema che mi sta a cuore e perché amo la mitologia»: così Fabrizio Galli spiega la genesi della sua costruzione. Che tratta un argomento piuttosto recente ma già capace di dividere in due fazioni scienziati e uomini di fede: gli esperimenti con cellule e Dna in nome della ricerca, nel tentativo di debellare le malattie più terribili. «Qualche giorno fa ho visto lo spettacolo di Marco Paolini in tv sulla Shoah - prosegue Galli - se andiamo a vedere, già ai tempi di Hitler si parlava di eugenetica. Poi, con il passare degli anni, la scienza ha fatto progressi e ha effettuato in numero sempre maggiore alchimie con cellule di estrazione diversa». Inevitabilmente la scelta per il mascherone centrale è caduta sulla chimera.  Il carro. «Poche volte una costruzione mi ha richiesto così tanto tempo e dedizione come quella di quest'anno»: detta in questi termini, ci sarà da attenderci un'opera altamente spettacolare. Il mascherone centrale è dunque la chimera, mostro mitologico che aveva la testa di un leone, quella di una capra, un'altra di drago e sputava fuoco dalle sue fauci. «Ho modellato tre teste, tutte diverse tra loro - spiega Galli - è un grande azzardo tecnico, speriamo che porti i suoi frutti». Il mostro mitologico che fu ucciso da Bellerefonte tiene intrappolati tra i suoi artigli due grandi cellule in vetroresina traslucida che qui rappresentano il genoma umano e quello animale. Il leitmotiv della costruzione, comunque, rimane il richiamo alla mitologia: alle spalle della chimera emergono, infatti, un minotauro intento a far roteare due serpenti - simboli del Dna umano e animale - ed alcuni grifoni, mentre sul carro c'è spazio pure per il mostro di Medusa.  Particolarmente curata la scelta dei costumi dei figuranti: alcuni avranno un vestito double face, sempre nel solco della dicotomia tra genoma animale e genoma umano, altri invece assumeranno le sembianze di cellule e verranno sistemate all'interno del «crogiuolo» della creazione, un gigantesco pentolone dal quale usciranno figure misteriose ed inquietanti. A corredo di questo quadro dalle tinte fosche, una colonna sonora con brani particolarmente aggressivi, che attingeranno dall'hard rock e dall'heavy metal. L'inizio dell'apocalisse? Forse. Ma, fortunatamente, è solo un carro di Carnevale. (4- continua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini