Finanza
Area Neri, c'è l'ennesimo spreco
Luca Basile
◗
SOLDI AL VENTO. In alto, larea Neri Spesi 2,5 milioni di euro fra rovi, sterpaglie e tombini già smurati
3 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. Area artigianale Neri: 2 milioni e mezzo di euro spesi fra sterpaglie, rovi e tombini smurati. Sterpaglie che invadono la strada, rovi, marciapiedi dissestati. E ancora: tombini smurati per rubare i fili di rame, impianto idraulico ed elettrico a rischio e rifiuti disseminati in un bosco, che avanza e cresce fra l'indifferenza generale. Il Pio Campana, area ad iniziale destinazione artigianale, che si affaccia sulle vie Aurelia e Pontenuovo, è ricettacolo di sporcizia, menefreghismo e degrado. E tanti soldi pubblici, ad oggi, spesi per niente, visto che urbanizzare, negli anni, i 30 mila metri quadri di terreno è costato quasi 2 milioni e mezzo, di cui buona metà sotto forma di contributi statali. Così, come un milione e 400 mila euro sono stati investiti per strade ed opere varie nell'attigua area Neri. «E' doveroso fare un passo indietro - spiega il neo presidente della società patrimoniale Pietrasanta Sviluppo spa, Marco Bonuccelli - Il progetto iniziale, che risale ai primi anni 2000, prevedeva un impegno di spesa di tre milioni e 965 mila euro, per lavori di urbanizzazione e realizzazione di capannoni successivamente da vendere, a prezzi calmierati, ai nostri artigiani del marmo. Capannoni, però, che non sono mai stati realizzati. Nel 2008 la società patrimoniale, presieduta da Enrico Cosci, si vide passare dal Comune il progetto di valorizzazione del Pio Campana. In sostanza, nel breve arco di due anni, avrebbe dovuto portare a compimento il tutto. Obiettivo, a mio avviso, impossibile da perseguire in tempi così brevi. E arriviamo ad un mese fa, quando il sottoscritto e ancora gli altri due componenti del Cda, Lara Fiorini e Fabrizio Palla, si sono ritrovati a dover gestire questa boscaglia abbandonata a sé stessa, privata, negli anni, di ogni possibile manutenzione e cura, con l'impianto dell'energia elettrica posizionato in sedi, dove dovrebbero essere realizzati i futuri capannoni, e con altri impianti, costati non poco, che necessitano di verifiche per capire se funzionanti o meno». Di notte, come prevedibile, questi spazi sono nel frattempo diventati la sede ideale per le corse di auto e di motorini, ma ancora per frequentazioni equivoche. Insomma, una sorta di zona franca, dove rari sembrano essere i controlli. «Nei prossimi giorni daremo il via ad una vasta opera di pulizia dei terreni - 5000 euro di spesa prevista - ma il nodo principale è un altro; l'amministrazione comunale deve dirci se, come ritengo doveroso, ha sempre intenzione di realizzare in questi terreni i capannoni per il nostro artigianato. Certo, serve denaro - prosegue Bonuccelli - molto denaro, anche se una stima precisa, al riguardo, al momento non c'è. Così come serve capire se gli artigiani del marmo hanno sempre l'intenzione di ricollocare le loro attività in questi ambienti. La mia sensazione è che questa intenzione ci sia ancora, però è chiaro che dobbiamo uscire da questa fase di inerzia, che ha caratterizzato gli ultimi anni dell'amministrazione Mallegni. Come Cda siamo operativi da un mese, ma è nostra ferma intenzione arrivare in un tempo, il più possibile breve, a definire cosa si rende opportuno fare dell'area Neri. Per questo motivo, si rende necessario un confronto immediato con la Giunta». «Di certo - chiosa Bonuccelli - lasciare questi terreni, urbanizzati, in modo così indecente, non è accettabile. E il nostro pensiero è condiviso dall'amministrazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
