La manifestazione
Luomo è finito a processo. La difesa: ma lui ha avuto la peggio
Picchia il compagno della ex
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GIUSTIZIA. Il tribunale di Viareggio L'aveva incrociato in auto nella piazza del paese
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STAZZEMA. Quando ha visto la sua ex moglie in auto con un nuovo compagno, non ci ha visto più dalla rabbia. E allora - secondo l'accusa - ha pensato di farsi "giustizia da solo", prendendo a male parole e anche a botte il malcapitato. Una storia che riecheggia quelle del sud di tanti anni fa ma che è avvenuta in un paesino dello stazzemese. I fatti risalgono al maggio di quattro anni fa, ma solo ora l'uomo va a processo dove dove rispondere dell'accusa di lesioni, ingiurie e minacce. Il movimentato episodio ebbe come palcoscenico la piazza centrale del paese. Secondo le ricostruzioni di uno dei testimoni presenti, l'uomo stava passeggiando quando vide passare una Smart con all'interno la parte lesa (che si è costituito anche parte civile nel processo) e l'ex moglie, una signora di origini cubane. I due uomini si sarebbero messi a litigare ad alta voce e il guidatore della Smart si sarebbe anche fermato per poi fare marcia indietro. A quel punto il passaggio dalle parole ai fatti è stata questione di attimi. E qui le versioni, fra l'accusa e la difesa, divergono. Secondo le imputazioni, infatti, il marito avrebbe aggredito il compagno della sua ex moglie, accompagnando il tutto con ingiurie e minacce. La difesa, invece, contrappone la tesi di una colluttazione "alla pari". E, per corroborare questa visione dei fatti, ha portato anche due testimonianze. Che indicherebbero come, in realtà, ad avere la peggio sarebbe stato proprio l'imputato, rimasto in terra dopo lo scontro con il volto sanguinante. Una versione sostenuta anche dalla madre dell'uomo, la quale ha spiegato che il figlio torno a casa con il viso ricoperto di sangue e anche con un dolore fortissimo al menisco che, fra l'altro, si era da poco operato. La signora ha anche spiegato che i rapporti fra l'uomo e la ex moglie si erano mantenuti buoni (tant'è vero che la stava aiutando anche in alcuni documenti per far arrivare in Italia la figlia), almeno fino a quando la donna aveva trovato il nuovo compagno. Rimangono da chiarire alcuni aspetti, come il presunto utilizzo, da parte del nuovo compagno della donna, di un'arma contundente. E forse sarà proprio l'imputato a svelare qualche particolare in più, nella prossima udienza (il 7 ottobre), che dovrebbe portare anche alla sentenza. L.C.
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