Gioco
Boom di ristoranti in vendita sulle Marine
Luca Cinotti
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TORRE DEL LAGO. Il ristorante Il Pescatore Due (Cabina e Pescatore) andranno all'asta giudiziaria, una pizzeria è sul mercato
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VIAREGGIO. Sui vialoni delle Marine, a qualche decina di metri dalla spiaggia,m l'unico vento che dovrebbe soffiare è il libeccio. Ma da qualche tempo è stato sostituito dalla forte brezza della crisi, che sta picchiando anche nello "zoccolo duro" del turismo e del tempo libero. Ne sono testimonianza le vendite (giudiziarie) di due ristoranti storici della Darsena (la Cabina) e di Torre del Lago (Il pescatore). E, sempre su quest'ultimo lungomare, la messa in vendita di un'altra pizzeria. E - spostandoci qualche chilometro più a nord, a Forte dei Marmi -, il panorama non è poi tanto diverso: dopo un'estate di "esercizio provvisorio" sarà messo all'asta addirittura uno stabilimento balneare con ristorante. Il pescatore. Il primo locale ad andare all'asta è anche quello con più sotria. Si tratta de "Il pescatore" di Torre del Lago che sarà battuto il primo marzo. Si tratta, in realtà, di un secondo esperimento di vendita, visto che già l'anno scorso si era tentata un'asta che però non aveva avuto acquirenti. Nel frattempo il prezzo è sceso, da 620mila euro a 344mila. Per chi ha la possibilità economica, si potrebbe dire che si tratta di un affare, vista l'importanza della struttura, chiusa ormai dal 2009. Nell'ultimo periodo, i patron del locale erano Angelo e Giacomo Pezzini, nomi conosciutissimi fra gli appassionati di sport (e non solo) di Viareggio. Loro fu l'idea di fondare un gruppo a favore di Luciano Moggi, dopo la tempesta di Calciopoli: e il battesimo del fuoco avvenne proprio fra i tavoli del Pescatore. Una storia interrotta in maniera traumatica, anche se non inaspettata. Il fallimento della Tiarè, la società in accomandita proprietaria dell'immobile e concessionaria della superficie, era stata dichiarata fallita il cinque luglio del 2006. Dall'anno precedente, tuttavia, la gestione del ristorante era stata affidata a un'altra società, il Pescatore Srl. Il curatore del fallimento aveva deciso di mandare avanti l'attività tramite l'esercizio provvisorio, rinnovando a fine 2006 il contratto alla Pescatore. Sforzi che, alla fine, si sono rivelati inutili: quest'ultima era stata estromessa dal tribunale di Lucca, visto che risultavano non pagati i canoni di affitto. A maggio 2009, infine, era stato notificato ed eseguito lo sfratto. E ora si arriva alla (seconda) vendita. La Cabina. Storia in parte simile quella della Cabina, sul vialone della Darsena. In questo caso la vendita (prevista, senza incoanto, il 7 marzo) arriva non a seguito di un fallimento ma bensì delle "esecuzioni" promosse dai creditori della "La Cabina S.a.s", che gestiva il ristorante. Lo spettacolo che il locale dà in queste settimane non è dei migliori: il gazebo esterno mostra i segni dell'usura e del maltempo e, alle spalle della costruzione principale, regnano sporcizia e rifiuti abbandonati. La base della vendita è stata fissata dal perito Fabio Masini in mezzo milione di euro. Una cifra che già tiene conto dei circa 23mila euro di arretrati che la società doveva al Comune di Viareggio per i canoni demaniali dal 2004 al 2009 e che dovranno essere onorati dall'acquirente. Insieme con il ristorante verrà messo in vendita, in un altro lotto, anche un appartamento al Campo d'Aviazione, al prezzo base di 326.960 euro. Il Don Pedro. In questo caso non si tratta di una vendita giudiziaria, ma di un locale messo sul mercato. La pizzeria Don Pedro si trova sul vialone di Torre del Lago, a poca distanza dal Pescatore. Il fatto che sia messo sul mercato dovrebbe far riflettere sulla difficoltà di mandare avanti un'attività impegnativa come un ristorante in un contesto che ormai pare inflazionato. Insomma, Cena-town non è più solo a Pietrasanta, ma può considerarsi sbarcata a pieno titolo anche sui viali del divertimento di Viareggio. Oltremare. Nel caso del bagno di Forte dei Marmi (uno degli ultimi prima di arrivare al confine con Cinquale), l'asta non è ancora stata bandita. Ma è probabile che sia solo una questione di tempo. Dopodomani scadrà infatti l'esercizio provvisorio che era stato affidato, per la scorsa stagione, alla società "Tai s.r.l.". Da quel momento si dovrebbe procedere verso una chiusura della procedura fallimentare, anche se ci sono alcuni ostacoli da superare. In ogni caso i periti hanno stabilito che il valore dell'attività è di circa quattro milioni e mezzo. Bisognerà vedere se ci sarà qualcuno disposto a sborsarli, vista la mannaia della Bolkestein che sta - di fatto - congelando il mercato dei bagni.
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