Sicurezza
«Basta puzza, pronti a bloccare le strade»
Donatella Francesconi
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Due immagini dellimpianto di Pioppogatto; lingresso della Morina Tra via di Montramito e Varignano l'odore di rifiuti prende alla gola da giorni
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VIAREGGIO. Disposti a bloccare la strada. Perché qualcuno si accorga della puzza che invade il quartiere Varignano e non solo. La voce è quella di Giuliano Baldini che abita a pochi metri dall'impianto di compostaggio del verde di Sea risorse alla Morina. Impianto che, insieme a quello di Pioppogatto (Veolia), nel comune di Massarosa, è ufficialmente definito da Arpat una delle fonti del cattivo odore. Lo stesso avvertito una estate dopo l'altra, ma da quest'anno presente anche in inverno. La comunicazione con Baldini termina ed il telefono suona di nuovo: «È tutto il pomeriggio che al Varignano c'è un puzzo insopportabile». È la denuncia di Cosimo Navarino, da viale della Libertà, uno dei punti del quartiere in cui - nelle sere d'estate - il tanfo è maggiormente insopportabile. «Martedì - continua Navarino - si sentiva forte e chiaro anche nella zona della farmacia comunale al Campo d'Aviazione». Maurizio Luisi abita, invece, in via di Montramito ad un passo dalle nuove rotonde. Del fenomeno sa tutto, e lo segnala da mesi al numero che il "Tirreno" ha messo a disposizione (3408745083) per i messaggi dei cittadini. «Da fine estate, quando la puzza arrivava puntuale intorno alle 23, - testimonia Luisi - ora l'odore si annuncia un po' prima, più o meno alle 20. Nell'arco di una settimana, cinque giorni su sette. È devastante ed ogni giorno è sempre peggio». Alla domanda su che tipo di odore sia, il signor Luisi risponde senza dubbi: «È odore di rifiuti lasciati a decomporsi. Non ci può essere dubbio. E ci sono sere che davvero il puzzo ti taglia la gola». Risultato: finestre e porte a tenuta stagna ed il condizionatore, «perché d'estate non si può stare con la finestra aperta. E anche d'inverno, basta niente e l'odore si insinua in casa». Duro l'intervento della Commissione Varignano che segue il problema da sempre e ha incontrato più volte la Provincia e gli altri enti competenti, con sopralluoghi a Pioppogatto. Nello scrivere a tutti gli enti competenti, quelli politici (Comuni e Provinca) e quelli tecnici (Arpat e Asl), la Commissione scrive: «Anno nuovo, puzzo vecchio. Passano i giorni, passano i mesi, passano gli anni, ci avviciniamo al Carnevale, alla stagione estiva, e la città è spesso invasa dalle solite maleodoranze. Sarà che il puzzo è come i feromoni per gli insetti, e attira i turisti al nostro mare?». Ironia amara, cui fanno seguito tante domande, identiche a quelle che i cittadini di Viareggio si pongono: «L'amministrazione comunale precedente e quella attuale, cosa hanno fatto? E la Regione, molto solerte nel far rispettare il contratto Daviddi per l'inceneritore di Pioppogatto? E la Provincia, giunta a scadenza di mandato, come risponde ora ai prossimi elettori? Forse le tematiche ambientali di Pioppogatto a Palazzo Ducale non interessano nemmeno in sede elettorale? Apprendiamo dalla stampa che il Presidente del Cav vorrebbe intervenire sull'impianto di Pioppogatto. Ma i lavori che dovevano essere realizzati sono stati eseguiti? O sono stati disattesi? E, ancora, quali interventi intende attuare il presidente del Cav? Cosa deve diventare Pioppogatto? Sconcertati, ma mai sorpresi dall'omertà, sulla questione, che aleggia come il puzzo in città, attendiamo con quale faccia i partiti politici verranno a Viareggio a chiedere il voto». Almeno ad una delle domande possiamo rispondere: quella sui lavori che Veolia ha eseguito a Pioppogatto. Citando le risposte che l'assessore all'ambiente della Provincia, Maura Cavallaro, ha dato all'interrogazione presentata da Andrea Palestini, capogruppo del Partito democratico a Palazzo Ducale e consigliere comunale a Viareggio. Interrogazione che Palestini ha rivolto anche all'assessore all'ambiente del Comune, Athos Pastechi, «senza però - ricorda - ottenere ancora risposta». Le cause principali delle maleodoranze in terra viareggina - è stata la risposta dell'ufficio ambiente della Provincia, «sono state individuate nelle emissioni dei due impianti», Pioppogatto (compostaggio rifiuti) e Morina (compostaggio verde). Gli uffici della Provincia hanno effettuato un sopralluogo a Pioppogatto il 10 novembre 2010, dopo che il termine ultimo per effettuare gli interventi prescritti era scaduto il 30 ottobre (rinvio da aprile). I tecnici hanno rilevato che «è stata incrementata l'aspirazione dei capannoni portando a tre i ricambi d'aria e potenziando il sistema di trattamento mediante torri di lavaggio e biofiltro». Inoltre, «per ridurre le possibili emissioni è stata imposta la chiusura definitiva dei portelloni esistenti fra i capannoni di fermentazione e raffinazione». E anche «il collegamento interno fra i due capannoni e l'aspirazione completa dei due capannoni».
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