Il Tirreno

Versilia

La risposta alle associazioni preoccupate: «I morti sono in diminuzione»

Tumori, nuove indagini Asl

Matteo Tuccini
Tumori, nuove indagini Asl

Una riguarda i danni dell'amianto, l'altra il fumo

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 VIAREGGIO. «Le morti per tumore sono in diminuzione, e comunque la differenza tra la Versilia e il resto della Toscana si sta riducendo nel corso del tempo». L'Asl inizia così la risposta alla lettera delle associazioni di volontariato, preoccupate per il numero di decessi dovuti al cancro registrati in zona tra il 1987 e il 2008 (oltre 12mila in tutto).  Tempo, infatti, fa le associazioni avevano chiesto all'azienda sanitaria, ai Comuni e alla Regione di indagare le cause di queste cifre. Che piazzavano la Versilia al primo posto in Toscana per mortalità.  Nella replica, però, l'Asl rivela che - oltre allo studio epidemiologico nella zona dell'inceneritore del Pollino, tutt'ora in corso - sono state avviate almeno altre due ricerche sull'argomento: una sul ruolo svolto dalle sigarette nella mortalità da tumore al polmone nei maschi («attribuibile - scrive l'Asl - per circa il 90% al fumo di tabacco»). L'altra riguarda invece un gruppo di lavoratori in un'azienda di riparazioni di rotabili ferroviari, per valutare gli effetti dell'amianto.  I risultati di queste indagini, al momento, non sono noti.  «Preoccupazione comprensibile». Nella lettera firmata dal direttore generale Giancarlo Sassoli, redatta in collaborazione con il dipartimento di prevenzione diretto dal dottor Giuliano Angotzi, si usano toni tranquillizzanti. Ma si ammette che «la preoccupazione sulla mortalità per tumori in Versilia, che ha trovato eco in diverse occasioni sui quotidiani locali, è diffusa e comprensibile».  Nel dettaglio, si afferma che «per quanto riguarda la mortalità per tumore del polmone nei maschi, l'andamento nel tempo è simile a quello osservato per tutti i tumori, ma con una maggiore diminuzione rispetto ad essi. Per le donne non si osserva invece nessuna differenza tra Versilia e Toscana». Secondo l'Asl, le differenze numeriche col resto della regione potrebbero essere dovute a una maggiore abitudine al fumo.  Anche sui tumori alla vescica sia per i maschi che per le femmine si parla di «dati omogenei col resto della Toscana».  «Troppi tumori al fegato». Resta, invece, alta la mortalità per tumori al fegato, «ma solo nel sesso maschile». Nel 2008 ci sono stati 20 decessi, la metà di quelli del 1987, ma tantissimi in rapporto ai 12 registrati nel resto della Toscana nello stesso anno.  Secondo l'Asl questa frequenza potrebbe essere legata all'alto numero di epatiti virali riscontrate in questa zona, «anche se non si può escludere il peso di un'eventuale assunzione eccessiva di bevande alcoliche». La cirrosi epatica, infatti, spesso precede la formazione del cancro al fegato.  Le indagini. Ci sono almeno tre indagini dei tecnici sanitari sulla questione tumori.  Una sul fumo, una sull'amianto e una sui possibili danni causati dall'impianto di incenerimento dei rifiuti di Falascaia. Quest'ultima inchiesta è stata finanziata con i soldi della Regione, e punta ad analizzare sia il numero di casi di cancro al Pollino, sia eventuali problemi per le gravidanze e gli alimenti.  Importante, inoltre, l'attività di prevenzione per quanto riguarda gli stili di vita (fumo e scarsa attività fisica sono due fattori determinanti nei pessimi record in fatto di salute della popolazione versiliese) sia per gli utenti che per gli stessi dipendenti dell'azienda sanitaria.  

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