Sicurezza
Nuovo colpo alla Crf di Lido
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DUE COLPI IN 10 GIORNI. I carabinieri di fronte alla cassa di risparmio di Firenze2 MINUTI DI LETTURA
Dieci giorni fa il colpo in piena notte allo sportello del bancomat, con i banditi che riuscirono a portare via la cassaforte con all'interno undicimila euro. Ieri mattina una rapina più «classica», con due malviventi armati di trincetto che si sono fatti consegnare circa cinquemila euro in contanti. Inizio d'anno peggiore, per la filiale di Lido di Camaiore della Cassa di risparmio di Firenze, non poteva proprio esserci.
Ieri i banditi sono entrati in azione intorno a mezzogiorno. Con il volto travisato soltanto da occhiali da sole e cappellino, in due - entrambi giovanissimi e con un marcato accento meridionale - sono entrati all'interno della banca all'incrocio fra via Colombo e via Vittorio Veneto come fossero due normali clienti. Non appena dentro, approfittando anche della presenza di un solo impiegato e di una anziana correntista, hanno estratto dalla tasca un trincetto e, minacciando di usarlo, si sono fatti consegnare i soldi che erano custoditi nella cassa. Una volta arraffati i circa cinquemila euro a disposizione in quel momento, sono scappati via a piedi sul viale Colombo. E, secondo quanto riferito da alcuni testimoni ai carabinieri, hanno poi imboccato la via don Minzoni dove avevano lasciato l'auto in sosta oppure li attendeva un terzo componente della banda. Fatto sta che sono riusciti a dileguarsi nel dedalo di strade che caratterizza l'interno di Lido di Camaiore. Non appena i due rapinatori si sono allontanati, è scattato l'allarme. Nel giro di pochi minuti carabinieri e polizia hanno raggiunto la banca e - non appena raccolte le prime descrizioni utili alle ricerche - hanno iniziato la caccia ai banditi che però non ha dato esito.
Qualche elemento utile al riconoscimento e alla successiva cattura dei malviventi potrà adesso arrivare dalle immagini a circuito chiuso catturate dall'impianto di sorveglianza dell'istituto di credito. Fortunatamente, infatti, i cavi delle telecamere di sicurezza tagliati dai delinquenti che avevano assaltato il bancomat la settimana precedente erano già stati ripristinati dai tecnici. E così gli uomini della scientifica sono riusciti a ricavare le foto dei volti dei due da cui si spera di risalire anche alla loro identità. Ma le indagini si preannunciano lunghe e complesse.
Ieri i banditi sono entrati in azione intorno a mezzogiorno. Con il volto travisato soltanto da occhiali da sole e cappellino, in due - entrambi giovanissimi e con un marcato accento meridionale - sono entrati all'interno della banca all'incrocio fra via Colombo e via Vittorio Veneto come fossero due normali clienti. Non appena dentro, approfittando anche della presenza di un solo impiegato e di una anziana correntista, hanno estratto dalla tasca un trincetto e, minacciando di usarlo, si sono fatti consegnare i soldi che erano custoditi nella cassa. Una volta arraffati i circa cinquemila euro a disposizione in quel momento, sono scappati via a piedi sul viale Colombo. E, secondo quanto riferito da alcuni testimoni ai carabinieri, hanno poi imboccato la via don Minzoni dove avevano lasciato l'auto in sosta oppure li attendeva un terzo componente della banda. Fatto sta che sono riusciti a dileguarsi nel dedalo di strade che caratterizza l'interno di Lido di Camaiore. Non appena i due rapinatori si sono allontanati, è scattato l'allarme. Nel giro di pochi minuti carabinieri e polizia hanno raggiunto la banca e - non appena raccolte le prime descrizioni utili alle ricerche - hanno iniziato la caccia ai banditi che però non ha dato esito.
Qualche elemento utile al riconoscimento e alla successiva cattura dei malviventi potrà adesso arrivare dalle immagini a circuito chiuso catturate dall'impianto di sorveglianza dell'istituto di credito. Fortunatamente, infatti, i cavi delle telecamere di sicurezza tagliati dai delinquenti che avevano assaltato il bancomat la settimana precedente erano già stati ripristinati dai tecnici. E così gli uomini della scientifica sono riusciti a ricavare le foto dei volti dei due da cui si spera di risalire anche alla loro identità. Ma le indagini si preannunciano lunghe e complesse.
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