Il dolore
Burlachioschi, scoppia la polemica
Il Pd: «La Fondazione piange sempre miseria: allora perché sostituirli?»
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Che fine faranno i Burlachioschi? A chiederlo - adesso che gli stand bianchi e rossi con la facciona di Burlamacco sono stati definitivamente accantonati dalla Fondazione Carnevale - sono Chiara Romanini e Leonardo Betti, consiglieri comunali del Pd. Che sull'argomento hanno confezionato una interrogazione urgente.
Realizzati per la tutt'altro che modica cifra di 220mila euro nel 2007, gli stand da quest'anno non verranno più montati all'interno del circuito dei carri durante il periodo di Carnevale. E questo malgrado i burlachioschi fossero stati accolti dai viareggini con molto meno scetticismo dell'«Uccellona» (altra opera costata fior di soldi che la Fondazione ha deciso di «rottamare») e il loro effetto estetico fosse tutt'altro che sgradevole. Scrivono, inoltre, i due consiglieri comunali di opposizione: «Gli stand, negli anni, hanno ospitato diverse realtà sia commerciali che sociali (si pensi al comitato «Non la bevo», alla Bottega della Cartapesta, a Telethon ed altre ancora) tutte legate alla promozione dell'immagine del Carnevale e meta di turisti e collezionisti di gadget carnevaleschi».
Il loro utilizzo si è limitato così ad appena quattro edizioni. Facendo un piccolo conto della serva, gli stand sono restati aperti per appena venti «giorni lavorativi» (cinque corsi per quattro anni). E sono costati così 55mila euro per ciascun Carnevale (11mila euro a corso). Qualcosa, evidentemente, nei conti non torna. Tanto più che le casse di Burlamacco piangono ogni anno sempre di più miseria.
Ecco allora la sfilza di domande della coppia Romanini-Betti indirizzate al presidente del consiglio comunale. «Che fine faranno i Burlachioschi? Cosa di intende fare per sostituirli? Dove verranno ospitate le realtà che in essi operavano?». E ancora. «Visto che la Fondazione è sempre al verde, non sarebbe opportuno tenere caro quello che si è ereditato e pensare ai cambiamenti quando la situazione sarà più rosea?». Non manca poi anche una domanda, più maliziosa, dal retrogusto tutto politico. «Non è che la linea di gestione della Fondazione Carnevale va nel senso di eliminare tutto ciò che viene dal passato di colore politico avverso all'attuale?». Tutte questioni che attendono adesso una risposta.
Realizzati per la tutt'altro che modica cifra di 220mila euro nel 2007, gli stand da quest'anno non verranno più montati all'interno del circuito dei carri durante il periodo di Carnevale. E questo malgrado i burlachioschi fossero stati accolti dai viareggini con molto meno scetticismo dell'«Uccellona» (altra opera costata fior di soldi che la Fondazione ha deciso di «rottamare») e il loro effetto estetico fosse tutt'altro che sgradevole. Scrivono, inoltre, i due consiglieri comunali di opposizione: «Gli stand, negli anni, hanno ospitato diverse realtà sia commerciali che sociali (si pensi al comitato «Non la bevo», alla Bottega della Cartapesta, a Telethon ed altre ancora) tutte legate alla promozione dell'immagine del Carnevale e meta di turisti e collezionisti di gadget carnevaleschi».
Il loro utilizzo si è limitato così ad appena quattro edizioni. Facendo un piccolo conto della serva, gli stand sono restati aperti per appena venti «giorni lavorativi» (cinque corsi per quattro anni). E sono costati così 55mila euro per ciascun Carnevale (11mila euro a corso). Qualcosa, evidentemente, nei conti non torna. Tanto più che le casse di Burlamacco piangono ogni anno sempre di più miseria.
Ecco allora la sfilza di domande della coppia Romanini-Betti indirizzate al presidente del consiglio comunale. «Che fine faranno i Burlachioschi? Cosa di intende fare per sostituirli? Dove verranno ospitate le realtà che in essi operavano?». E ancora. «Visto che la Fondazione è sempre al verde, non sarebbe opportuno tenere caro quello che si è ereditato e pensare ai cambiamenti quando la situazione sarà più rosea?». Non manca poi anche una domanda, più maliziosa, dal retrogusto tutto politico. «Non è che la linea di gestione della Fondazione Carnevale va nel senso di eliminare tutto ciò che viene dal passato di colore politico avverso all'attuale?». Tutte questioni che attendono adesso una risposta.
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