La manifestazione
Va registrata la raccolta differenziata. Proposta: «Meglio un’isola a scomparsa»
«Vanno tolti quei bidoncini»
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La piazza Carducci, uno degli ingressi della cittàPiazza Carducci, un'immagine di degrado mattutino
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PIETRASANTA. La cartolina di piazzetta Carducci, uno degli ingressi al centro città, è tutto meno che splendida: bidoni colorati della raccolta differenziata in evidenza, sacchetti dei rifiuti dei pubblici esercizi accatastati, spesso fino a tarda mattinata, sporcizia sparsa su muretti ed un senso di apparente degrado, di cui si farebbe volentieri a meno. «Noi commercianti - riferiscono alcuni titolari - probabilmente non sempre rispettiamo i dettami relativi alla raccolta. Premesso questo, i rifiuti in questione vengono ritirati dagli addetti in tarda mattinata, e questo, dal punto di vista dell'immagine e del biglietto da visita di una città, non è il massimo.
Perché i bidoni devono essere lasciati così in vista? Non è proprio possibile studiare una sede alternativa, al limite un'isola ecologica a scomparsa, come avviene altrove?». Problemi, in particolare nel dopo fine-settimana vengono denunciati anche dalle altre attività di zona. «Marciapiede e muretto diventano, il sabato e la domenica, un bagno pubblico a cielo aperto per i mumerosi giovani presenti la notte davanti ai locali; con tutte le conseguenze del caso. Abbiamo chiesto al Comune di fare qualcosa, di intervenire e, finalmente, qualcuno si è mosso. Ma dovrebbe essere chi di dovere a garantire pulizia e decoro anche in questa sede, senza il bisogno di essere allertati». Nel frattempo, martedì scorso, primo appuntamento con "Io sono nel centro", progetto pensato dall'amministrazione comunale per conoscere e, se possibile risolvere, le problematiche del centro storico. Incontro, quello dedicato al commercio, che non ha riscosso una grande partecipazione in termini numerici, ma che si è comunque rivelato interessante per i temi trattati.
E' emersa, ad esempio, la scarsa propensione al dialogo fra i titolari di attività, così come la necessità che il Comune investa nella promozione. Radicalmente mutata poi, negli ultimi 20 anni, la tipologia del cliente; il visitatore di una volta raggiungeva il centro, perché in esso si faceva arte, oggi è forse più attratto dal nome Pietrasanta, ormai di moda, che dal contenuto offerto. «Anche la tipologia dei negozi è cambiata. Mentre un tempo i bottegai caratterizzavano la città, a seconda del prodotto trattato, oggi si tende a scegliere le stesse tipologie commerciali, abbassando di fatto l'offerta» - si legge in una nota comunale. Per quanto riguarda gli orari di apertura, alcuni negozi beneficiano di una clientela da tardo pomeriggio, mentre altri, in particolare per le aperture serali estive, auspicano una maggiore flessibilità da parte del Comune. Tutti d'accordo, o quasi, invece, sul tema dei rumori notturni; superata una certa ora, serve a detta di coloro che hanno partecipato all'incontro, un'opera di sensibilizzazione al rispetto dei residenti. L.B.
Perché i bidoni devono essere lasciati così in vista? Non è proprio possibile studiare una sede alternativa, al limite un'isola ecologica a scomparsa, come avviene altrove?». Problemi, in particolare nel dopo fine-settimana vengono denunciati anche dalle altre attività di zona. «Marciapiede e muretto diventano, il sabato e la domenica, un bagno pubblico a cielo aperto per i mumerosi giovani presenti la notte davanti ai locali; con tutte le conseguenze del caso. Abbiamo chiesto al Comune di fare qualcosa, di intervenire e, finalmente, qualcuno si è mosso. Ma dovrebbe essere chi di dovere a garantire pulizia e decoro anche in questa sede, senza il bisogno di essere allertati». Nel frattempo, martedì scorso, primo appuntamento con "Io sono nel centro", progetto pensato dall'amministrazione comunale per conoscere e, se possibile risolvere, le problematiche del centro storico. Incontro, quello dedicato al commercio, che non ha riscosso una grande partecipazione in termini numerici, ma che si è comunque rivelato interessante per i temi trattati.
E' emersa, ad esempio, la scarsa propensione al dialogo fra i titolari di attività, così come la necessità che il Comune investa nella promozione. Radicalmente mutata poi, negli ultimi 20 anni, la tipologia del cliente; il visitatore di una volta raggiungeva il centro, perché in esso si faceva arte, oggi è forse più attratto dal nome Pietrasanta, ormai di moda, che dal contenuto offerto. «Anche la tipologia dei negozi è cambiata. Mentre un tempo i bottegai caratterizzavano la città, a seconda del prodotto trattato, oggi si tende a scegliere le stesse tipologie commerciali, abbassando di fatto l'offerta» - si legge in una nota comunale. Per quanto riguarda gli orari di apertura, alcuni negozi beneficiano di una clientela da tardo pomeriggio, mentre altri, in particolare per le aperture serali estive, auspicano una maggiore flessibilità da parte del Comune. Tutti d'accordo, o quasi, invece, sul tema dei rumori notturni; superata una certa ora, serve a detta di coloro che hanno partecipato all'incontro, un'opera di sensibilizzazione al rispetto dei residenti. L.B.
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