Finanza
Ospedale, addio al centro prelievi
Donatella Francesconi
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Il direttore della Asl, Sassoli e il sindaco Lunardini Restano aperti i 15 punti sul territorio. Sassoli: così recupero infermieri
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VIAREGGIO. Chiudere il Centro prelievi dell'ospedale Versilia: è questa la strada individuata dalla Azienda sanitaria per recuperare una decina di infermieri da "dirottare" nei reparti visto il taglio del turn over imposto dall'esigenza di far quadrare i conti. Sul territorio esistono quindici strutture presso le quale effettuare esami del sangue, consegnare campioni da analizzare e ritirare i risultati, spiega il direttore generale della Asl, Giancarlo Sassoli, che continua: «Abbiamo pensato ad un'organizzazione diversa in base alla quale il Centro prelievi resta a disposizione del solo ospedale. Una formula che non danneggia il servizio». Eppure il punto interno all'ospedale è l'unico, sul territorio, a rimanere aperta fino a mezzogiorno, con 30mila utenti l'anno sui 200mila che utilizzano questo servizio in tutta la Versilia. Trentamila pazienti da distribuire sugli altri "punti" per prelievi ed esami: «L'aumento dell'utenza sarà spalmata sulle diverse sedi - continua Sassoli - e non credo che ci sarà affollamento». Anche se, al momento, il direttore dell'Asl non sembra in grado di dire se i presidi territoriali saranno o meno potenziati per quanto riguarda l'orario. Tra le obiezioni dei pazienti ce n'è una che riguarda soprattutto i più anziani e tutti coloro che hanno bisogno di essere accompagnati per le esigenze sanitarie. Avere il centro disponibile in ospedale consentiva di svolgere in un'unica mattinata e in un unico luogo visite, esami diagnostici e prelievi. Con grande risparmio di tempo di chi, lavorando, usufruisce di ferie e permessi per accompagnare un familiare nel percorso di cura. «Un'obiezione reale», è l'opinione di Roberto Diodati, il medico che dirige l'unità operativa in questione: «Al punto che io sto personalmente insistendo affinchè in ospedale rimanga aperto almeno uno sportello per la consegna del campioni. Certo, perché accada serve di avere il personale...». La coperta che Sassoli sta tirando per far quadrare i conti, anche sulla base delle richieste di tagli che arrivano dalla Regione, è inevitabilmente corta. E l'ospedale Versilia, al giro di boa dei dieci anni di vita, rischia di perdere i pezzi. Tanto che - lo conferma l'intervento del sindaco Lunardini che pubblichiamo in questa pagina - continuano a rincorrersi voci di reparti da accorpare e tagli ancora da venire. Diodati, però, è ottimista: «Potremo concentrarci su esami più difficili, come da nuovi protocolli medici, che le strutture sul territorio non erano in grado di effettuare. Per la mancanza di infermieri, ma anche di medici indispensabili per alcuni accertamenti. Insomma, il centro prelievi dell'ospedale Versilia diventerà un centro prelievi per così dire speciale». D'altra parte, continua Diodati, il dibattito sul centro prelievi in ospedale «viene da lontano. Perfino il nostro ingegnere, Stefano Maestrelli, ha sempre sostenuto che, dovendo scegliere, non avrebbe dotato l'ospedale unico del centro prelievi per le difficoltà logisitche, traffico compreso, che comporta questa struttura». Che è la seconda in Versilia, dopo l'ex ospedale Tabarracci di Viareggio, per numero di utenti: «Provenienti - spiega il dottor Diodati - soprattutto da Camaiore e Viareggio, comuni entrambi dottai di sedi alternative per questo tipo di prestazioni sanitarie». Tranne Lido di Camaiore, per i cui residenti - sottolinea il medico - «comunque sono disponibili il presidio del Tabarracci a Viareggio e quello aperto a Tonfano».
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