Sicurezza
Il Pd: «Gli alloggi vanno consegnati»
M.P.
Il sindaco si difende: «Ex Vegè, un caso ereditato dalla sinistra»
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CAMAIORE. «Basta a recriminazioni e ripicche. E' ora di risolvere, una volta per tutte, la questione». L'opposizione di centrosinistra interviene sul caso dell'ex Vegè (lavori alle case popolari, che sono fermi per beghe con i dirimpettai), criticando aspramente il sindaco Giampaolo Bertola. Il quale però afferma: «E' una situazione che ho ereditato da Ceragioli». «Per i problemi con la proprietà vicina - ricorda il primo cittadino - bisogna ringraziare l'ex sindaco: fu lui a far partire il progetto, senza valutarne tutti gli aspetti». Detto questo, Bertola sottolinea lo sforzo dell'amministrazione per trovare un accordo tra gli interessi pubblici e quelli privati. Ma respinge l'accusa di non aver fatto abbastanza per gli alloggi popolari. «Negli ultimi anni abbiamo raccolto ben 4 milioni di euro dalla Regione per realizzare 46 alloggi pubblici». Per Rifondazione però, non è più tempo di parole. «Sentire un sindaco che dà la colpa al sindaco precedente dopo 9 anni, è proprio bizzarro. La questione - commenta il capogruppo Jan Vecoli - andrebbe risolta e velocemente. L'emergenza abitativa è una priorità che va gestita in modo serio. Facciamo appello non solo al sindaco, che ha il dovere di mediare, ma anche alla sedicente proprietà di quel "passetto", che è già pronta a dare battaglia legale e ad aggrapparsi a come è fatta una gronda, affinché si trovi una soluzione». Intervengono anche il Pd col segretario Alessandro Del Dotto, e i Comunisti Italiani, col consigliere Giuliano Pardini. «Di fronte alle rimostranze dei confinanti - scrivono - il Comune sposta il problema su un aspetto che, oltre ad essere inesatto, non aiuta alla risoluzione della questione. Il giochino delle recriminazioni non può interessare i cittadini». Pd e Pdci (così come del resto aveva fatto qualche giorno fa il consigliere Sandro Frugoni di Fli con una interrogazione) chiedono «all'amministrazione ed al centrodestra di spiegare meglio, se quella che era stata approvata l'8 febbraio 2010 era, come sempre meno appare, una delibera di transazione, oppure una cambiale politica. Se i privati, ribadiamo, hanno diritti o interessi lesi, si facciano valere nelle sedi competenti». «Disquisire - scrivono - su 20 anni di travagliate vicende, sviluppatesi attorno a dieci alloggi di edilizia popolare, ormai non serve più a nulla». Per loro c'è una sola possibilità di uscire puliti da questa vicenda: quella di consegnare le case a chi ne ha bisogno, entro febbraio.
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