Sicurezza
Frazionamenti sì, ma solamente all'interno delle ville
Luca Cinotti
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GIOIELLO. Una vista dall’alto di Roma Imperiale2 MINUTI DI LETTURA
Tutto permesso all'interno della casa purché ninete si veda fuori. Sembra proprio essere questa la "quadra" del rebus sul frazionamento delle ville di Roma Imperiale: l'osservazione, infatti, ha superato il primo vaglio (quella della commissione urbanistica), in attesa di essere approvata dal consiglio comunale. In sostanza, le previsioni del piano prima casa saranno cambiate, non prevedendo più la creazione tout court di una nuova unità immobiliare per frazionamento. L'abitazione originaria potrà sì essere divisa, ma niente di quello che accade all'interno potrà avere rispercussioni sull'esterno: e allora niente modifiche alle facciate, niente nuove porte e anche niente divisioni dei giardini.
Le limitazioni saranno valide per l'area che il piano strutturale individua come "invariante": vale a dire Roma Imperiale e la fascia del lungomare, la zona delle ville più pregiate. Rimarranno invece in piedi gli altri requisiti richiesti per ottenere la nuova abitazione: l'essere residente a Forte almeno dal 1999, non possedere altre case e impegnarsi a non vendere per vent'anni. Anzi, il Comune ha annunciato la possibilità di elevare questo limite fino a trent'anni. L'osservazione approvata in commissione è, in parte, una risposta ai rilievi della Soprintendenza. Che, a settembre, aveva invitato il comune a stralciare tutta la zona di Roma Imperiale dal pinao prima casa. Un invito, appunto, e non un obbligo, visto che il parere sdella Soprintendenza non è vincolante e che l'ente può, come i cittadini, presentare osservazioni. Resta da vedere - in attesa della futura e definitiva approvazione del piano prima casa - se lo strumento trovato basterà per placare i dubbi delle voci contrarie. A partire dall'ente ville e dalla sua presidente Fernanda Giulini, per concludere con l'opposizione di centrodestra. Che aveva fatto notare come, al di là del fatto "estetico", il possibile frazionamento delle ville poteva portare a un accrescimento del carico urbanistico sul delicato equilibrio di Roma Imperiale.
Le limitazioni saranno valide per l'area che il piano strutturale individua come "invariante": vale a dire Roma Imperiale e la fascia del lungomare, la zona delle ville più pregiate. Rimarranno invece in piedi gli altri requisiti richiesti per ottenere la nuova abitazione: l'essere residente a Forte almeno dal 1999, non possedere altre case e impegnarsi a non vendere per vent'anni. Anzi, il Comune ha annunciato la possibilità di elevare questo limite fino a trent'anni. L'osservazione approvata in commissione è, in parte, una risposta ai rilievi della Soprintendenza. Che, a settembre, aveva invitato il comune a stralciare tutta la zona di Roma Imperiale dal pinao prima casa. Un invito, appunto, e non un obbligo, visto che il parere sdella Soprintendenza non è vincolante e che l'ente può, come i cittadini, presentare osservazioni. Resta da vedere - in attesa della futura e definitiva approvazione del piano prima casa - se lo strumento trovato basterà per placare i dubbi delle voci contrarie. A partire dall'ente ville e dalla sua presidente Fernanda Giulini, per concludere con l'opposizione di centrodestra. Che aveva fatto notare come, al di là del fatto "estetico", il possibile frazionamento delle ville poteva portare a un accrescimento del carico urbanistico sul delicato equilibrio di Roma Imperiale.
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