Il Tirreno

Versilia

Bagni, ricorsi contro le aste

Matteo Tuccini
<b>BATTAGLIA.</b> Da sinistra in senso orario: protesta anti Bolkestein ombrelloni in spiaggia e Graziano Giannessi dell&#146;Ascom
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BATTAGLIA. Da sinistra in senso orario: protesta anti Bolkestein ombrelloni in spiaggia e Graziano Giannessi dell’Ascom

Giannessi: centinaia di pratiche bloccheranno i tribunali

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 VIAREGGIO. «Faremo centinaia di ricorsi contro le gare d'appalto. Intaseremo i tribunali e impediremo che non noi, ma un intero sistema economico su cui si basa la Versilia crolli».  Il grido di guerra lo lancia Graziano Giannessi, titolare del Nettuno e presidente dei balneari di Confcommercio. Che parla di miliardi di euro di danni «se nel 2015 ci sarà davvero l'asta delle concessioni demaniali».  «Protesta alla Bit». Secondo la Sib Confcommercio, l'appuntamento decisivo sarà la visita del ministro Raffaele Fitto a Bruxelles, dove si discuterà della direttiva Bolkestein.  Lo spauracchio che ormai da tempo tormenta i sonni dei balneari, e che ha causato due procedure d'infrazione all'Italia, farà sì che nel 2015 le concessioni demaniali su cui si reggono 750 imprese in tutta la Versilia saranno messe all'asta.  Fitto sarà a colloquio con i vertici dell'Unione europea il 4 febbraio. E dovrà fare un lavoro migliore degli europarlamentari italiani. «I nostri rappresentanti all'estero - ironizza Giannessi - si fanno notare per la frequentazione dei ristoranti, più che per il lavoro. Non hanno capito, o l'hanno capito tardi, che cosa stava succedendo. Comunque, resto fermamente convinto che la salvezza sia l'uscita dalla Bolkestein. Parliamo di una direttiva che regolamenta servizi e appalti pubblici, e non concessioni di beni come nel nostro caso».  Nel frattempo si preparano altre manifestazioni di protesta: Giannessi annuncia che alla Borsa del turismo di Milano (in programma dal 17 al 20 febbraio) potrebbe esserci una rimostranza, ovviamente pacifica, dei balneari.  Imprenditori divisi. Non tutti gli imprenditori sono però convinti che sarà la linea dura a pagare. Vincenzo Lardinelli, proprietario del Balena e presidente nazionale di Fiba Confesercenti, ha ribadito più volte che il "problema" non è la Bolkestein, ma i principi comunitari che garantiscono parità d'accesso ai beni demaniali.  Per Lardinelli e altri sindacati l'obiettivo non deve essere evitare l'asta, ma arrivarci nel modo migliore possibile. E cioè garantendosi un indennizzo e un punteggio maggiore nell'eventuale partecipazione alla gara. Oltre che una serie di tutela per gli imprenditori e i lavoratori degli stabilimenti. Anche da parte di Lardinelli, tuttavia, si è sempre ribadita la massima stima in Fitto, ritenuto l'unico interlocutore credibile. In un panorama politico in cui il centrodestra, che ha incarichi di Governo, ha ampiamente deluso un suo bacino elettorale riconosciuto.  Assemblea con i fornitori. Secondo Giannessi e Carlo Monti di Ascom la questione non riguarda solo i balneari. Ma tutte le piccole imprese e le persone che sopravvivono grazie alla presenza degli stabilimenti e ai lavori che annualmente vengono realizzati. «Se arriva Benetton - dice Giannessi - e si aggiudica la concessione per un bagno, pensate che vada ad acquistare sdraio ed ombrelloni a Viareggio? E non dimentichiamoci i lavoretti che danno respiro a tanti, e che oggi sono fermi per paura di quello che accadrà». Proprio per discutere di questo venerdì alle 18 a Balnearia, manifestazione in programma dal 28 al 31 gennaio a Carrara Fiere, ci sarà un'assemblea a cui parteciperanno per la prima volta anche i fornitori.  L'iniziativa è stata organizzata assieme al Movimento balneare, portale Internet che in questi mesi sta seguendo la battaglia degli imprenditori versiliesi.  «L'assemblea - si legge in una nota - coinvolgerà fornitori e operatori preoccupati per le conseguenze della procedura d'infrazione avviata dalla Comunità europea in relazione alla direttiva Bolkenstein sulle concessioni degli arenili, che genera pesanti ripercussioni sugli investimenti di 30mila piccole e medie imprese balneari. Alle quali si aggiungono le oltre mille le aziende fornitrici che rischiano la crisi se non riparte un ciclo virtuoso di investimenti».  «Il turismo balneare italiano si è sviluppato valorizzando un patrimonio di tradizioni, di caratteri culturali e di stili di vita che rischiano di essere dispersi - dice Luca Marini, animatore e portavoce del gruppo Fornitori riuniti - mentre le aziende fornitrici, specializzate in produzioni di alta qualità destinate che generano il più alto standard qualitativo a livello internazionale vedono messo in discussione il loro futuro se non riprendono gli investimenti».  

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