La manifestazione
Centro congressi, nessuno lo vuole
Donatella Francesconi
La ricerca di partner non ha successo. Dubbi sulla legittimità della gara
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Si affacciano, danno un'occhiata, prendono qualche informazione - lo hanno fatto Firenze e Montecatini - ma nessun pretendente per il Centro congressi sembra avere intenzioni "serie" di fronte alla proposta di "nozze" con la società che il Comune ha messo in liquidazione. Così, il bando per la ricerca di un partner con il quale lavorare in associazione temporanea di impresa rischia di andare deserto. O comunque di vedere un solo nome in gara, quello del Consorzio "Versilia Meeting" presieduto da Alessandro Augier, direttore dell'hotel "Principe di Piemonte", che da anni sogna di poter acquistare lo stabilimento balneare proprio di fronte.
Ma le incognite non sono poche. Compresa la più recente: la gara bandita potrebbe risultare illegittima, in quanto una società in liquidazione deve limitarsi alla gestione ordinaria delle proprie attività. «Si può sostenere che sia così - ammette Riccardo Cima, liquidatore della "Viareggio Versilia congressi" - ma io ho dalla mia due verbali dell'assemblea dei soci che indicano la strada da percorrere...».
Strada nella quale, però, i possibili interessati non sono così convinti di trovarsi invischiati. Intanto, per questa mattina, è fissato un appuntamento negli uffici della Viareggio Patrimonio con il perito, ingenere Rodolfo Lelli, incaricato di stimare l'immobile che la società presieduta da Stefano Lazzari intende passare al Centro congressi dopo che l'amministrazione Marcucci aveva scelto il percorso inverso. Lo scopo - era stato annunciato dal sindaco poco prima di Natale - è quello di ricapitalizzare la Viareggio Versilia congressi guidandola fuori dallo stato di liquidazione così da poter poi procedere con la gara per la vendita. Previo progetto di recupero della struttura. «Il problema di fondo - va dritto al nodo, Riccardo Cima - è che il conressuale fa acqua da tutte le parti».
Così anche i grossi marchi della ricettività cittadina hanno girato la testa dall'altra parte rispetto all'offerta che arriva dal Centro congressi. Con in gara il solo "Versilia meeting" - è la preoccupazione di Cima - si rischierebbe l'effetto "spezzatino": «La lora attività non è prevalentemente congressuale e non tutti i loro soci corrono per questo obiettivo...». Senza contare - sottolinea Cima - «che chi entra non comanda. Un elemento di fronte al quale più di un interessato ha storto la bocca...». Intanto, Cima è alle prese con qualche novità per la stagione balneare 2011: «Siamo indietro ma mi sto muovendo. Ho fatto progettare una "linea di cortesia" per cui tutti i clienti avranno in omaggio prodotti per la doccia con il marchio dello stabilimento. E sto pensando anche a qualche innovazione sul fronte degli asciugamani da mare...». Confermata, invece, l'offerta all'hotel Principe di Piemonte: «Trenta ombrelloni a 50mila euro, Iva compresa, per tutta la stagione è un prezzo troppo basso. La nostra disponibilità c'è, con un 10% in più e senza l'utilizzo del chiringuito riservato all'albergo e della vetrinetta all'ingresso».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
