Il Tirreno

Versilia

A Bruxelles si decide sui bagni

Corrado Benzio
Sopra Carlo Monti leader dei balneari e a fianco la manifestazione dei balneari dello scorso anno in via della Conciliazione a Roma
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Sopra Carlo Monti leader dei balneari e a fianco la manifestazione dei balneari dello scorso anno in via della Conciliazione a Roma

Monti annuncia: il ministro Fitto il 4 febbraio alla Ue per evitare l'asta

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 VIAREGGIO. E' il momento della rivolta. Perchè è il momento delle scelte finali. I balneari di Versilia e Marina di Massa si preparano alla battaglia decisiva contro la direttiva Bolkestein ed il rischio che le concessioni dei bagni finiscano all'asta.  Sabato 29 a Carrara Fiere ci sarà una dibattito-incontro sulla Bolkestein nell'ambito di Balnearia. Ma l'appuntamento più importante è giovedì 4 febbraio, quando il ministro delle Regioni Fitto sarà a Bruxelles. Alla Comunita europea - anticipa il presidente dei balenari Carlo Monti - verrà fatta presente la nostra richiesta: uscire dalla Bolkestein.  Fino ad allora niente proteste? Si era parlato di portare mille pattini a Roma? Magari via Tirreno, chissà che gesto clamoroso, mare permettendo?  «Lasciamo perdere i pattini a Roma - frena Monti - cosa fare sarà deciso nel corso degli incontri fra i sindacati che abbiamo organizzato per Balnearia a Carrara Fiere. Soprattutto attendiamo di sapere come andrà l'incontro di Bruxelles e poi dobbiamo seguire i lavori della commissione d'indagine sulle concessioni demaniali che è stata istituita al Senato.  Ma perchè il ministro Fitto non è mai venuto in Versilia a spiegare la sua posizione. Si nota questa timidezza, quasi paura, da parte del centrodestra di appoggiare la vostra protesta. Vediamo il Pd - a partire dalla senatrice Granaiola scatenata - ed una Pdl praticamente assente, indeciso a tutto, come talvolta gli capita. Eppure solo a Viareggio le aziende balneari sono 124.  «Intanto fare venire Fitto da noi sarebbe inutile - spiega Monti - perchè chi comanda e conta nel governo è solo il ministro Tremonti. Ormai lo possiamo dire tranquillamente: è il governo che non vuole fare l'unica battaglia che avrebbe un senso: far capire a Bruxelles che i bagni non possono essere messi all'asta. Quindi l'unica decisione sensata da pesreguire è uscire dalla Bolkestein».  Eppure c'è silenzio su questa vicenda che in Versilia sconvolgerebbe completamente il paesaggio turistico.  «C'è silenzio perchè molti pensano ai soli 30mila bagni presenti in Italia. Ma basta vedere a Viareggio: oltre ai 124 stabilimenti abbiamo centinaia di concessioni: Passeggiata, pinete, il mercato, lo stesso porto. Possiamo dire che da 124 si potrebbe arrivare a mille concessioni. E allora per una realtà come Viareggio sarebbe un'autentica rivoluzione andare all'asta. Oltretutto in pieno caos legislativo. Pensiamo a cosa è successo per la gara per il 48% della Porto Spa. L'asta vinta da Ferragamo è stata annullata e ora nel porto è tutto fermo».  Intanto, lo conferma lo stesso Monti, crescono rabbia ed angoscia fra i balneari. Che fra Versilia e Apuania sono oltre cinquecento.  Chi ha seguito le ultime assemblee al Palace e all'Unahotel di Lido, ha visto negli occhi dei concessionari la paura di perdere il bagno.  «C'è molta preoccupazione nella categoria - conferma Monti - che si sta trasformando in autentica rabbia. C'è gente che parla di far saltare il bagno piuttosto che farselo mettere all'asta per una legge decisa lontano dall'Italia. Fino a poco tempo fa questo rischio sembrava lontano, come tante cose che ti riguardano e pensi che: tanto non accadra. Poi ti accorgi che qualcosa di negativo potrebbe succedere».  E qualcosa è già successo. Il mercato dei bagni è totalmente fermo. Chi può immaginare di aquistare un concessione, magari a due milioni di euro, è poi trovarsi senza niente in mano.  Oppure c'è il rischio peggiore: che di fronte alla scadenza della legge Bolkestein, si decida di svendere lo stabilimento tanto per incassare qualcosa.  Ma sono anche ferme le ristrutturazioni. Per un'attività economica - di qualsiasi genere - non c'è niente di peggio che vivere nell'incertezza. Ed è quello che sta accadendo ai bagni.  Ma presto la vicenda potrebbe estendersi anche alle concessioni del porto. Si aspetta solo di vedere cosa partorirà la riunione di Brusselex. Da ricordare che in presenza della terza procedura d'infrazione istituita dalla Ue contro l'Italia per la mancata applicazione della direttiva sulla concorrenza (la Bolkestein, appunto) non ci sono - per il governo Berlusconi - eccessivi margini di manovra.  Forse ha ragione Carlo Monti: dalla Bolkestein - per salvare i bagni - si può solo uscire. Ed il più presto possibile.

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