Trasporti
Il frazionamento di una villa con il beneplacito della Sovrintendenza alle belle arti
Sei appartamenti al Cavanis
Marco Pomella
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La villa dei Cavanis frazionata in sei appartamenti Cento metri quadri l'uno, ai piedi del parco della dimora imperiale
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CAPEZZANO. Il sindaco Bertola, qualche settimana fa, aveva parlato chiaro: nessuna speculazione edilizia a Villa Cavanis. Ma parlava, evidentemente, nella zona strettamente all'interno del parco. Perché appena fuori, proprio di fianco l'ingresso, si stanno invece ultimando sei nuovi appartamenti derivati dal frazionamento di una bella villa di proprietà dei padri Cavanis. Dire che i lavori sono a buon punto sarebbe un eufemismo. Di fatto sono quasi completati: 15-20 giorni ancora e il cantiere sarà chiuso. L'immobile in questione è quello che si trova in via San Michele, proprio di lato (sulla destra, venendo dalla Sarzanese) al cancello di ingresso di Villa Le Pianore. Il cartello di inizio lavori (una semplice Dia del maggio 2008) parla di "Manutenzione straordinaria, modifiche interne e prospettiche, a fabbricato ad uso civili abitazioni". In parole povere: stanno costruendo sei appartamenti, da circa 100 metri quadri l'uno. Ma cos'era, prima, quell'immobile? Qui le versioni sono contrastanti, anche se siamo portati a credere a quanto ci dice il progettista e direttore dei lavori, il geometra Mauro Pighini: «Quello è sempre stato un palazzo per civile abitazione». In Comune invece ci dicono che, per quel che risulta loro, il fabbricato ospitava un frantoio (ma allora non servirebbe un cambio di destinazione d'uso?). La gente della zona racconta altro ancora: quella, dicono, era a disposizione della scuola, l'istituto Cavanis. A fare luce è ancora il geometra Pighini. «Ripeto, l'uso è sempre stato quella di civile abitazione. Nel tempo però è stato utilizzato in vari modi. So ad esempio che qualche anno fa il Comune utilizzò alcune stanze come aule. Ma la destinazione, allora come oggi, è sempre stata la stessa. Di frantoi invece io non so niente: magari c'era cento anni fa». Di sicuro però non si tratta di un fabbricato di recente costruzione. Sull'immobile infatti, essendo di proprietà ecclesiastica (dei padri Cavanis nello specifico), insistono anche vincoli della Sovrintendenza dei Beni Culturali. E, prima di partire con i lavori, è stato necessario ottenere una loro autorizzazione (concessa nel luglio del 2008). Proprio a causa di questo vincolo, tra l'altro, è stato necessario modificare il progetto iniziale, prima di ottenere parere positivo. Inizialmente infatti la proprietà aveva chiesto la possibilità di ampliamento. Ma ancor prima del parere del Comune era arrivato il secco niet della Sovrintendenza. Cosa ne faranno i frati Cavanis di sei nuovi grandi appartamenti è affar loro. Molto probabilmente però saranno messi sul mercato. E, visto il pregio della struttura in cui si trovano e la loro posizione privilegiata, non avranno certo prezzi per tutte le tasche.
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