Il Tirreno

Versilia

Ecco stipendi e gettoni del Pucciniano

Sotto una rappresentazione della Turandot al Pucciniano a sinistra il presidente della Fondazione Spadaccini
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Sotto una rappresentazione della Turandot al Pucciniano a sinistra il presidente della Fondazione Spadaccini

Il presidente Spadaccini risponde a Gemignani

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 VIAREGGIO. Il presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Paolo Spadaccini, risponde a Federico Gemignani.  «Caro Chigo, senza reticenza rispondo alla tua richiesta di informazione sui costi della dirigenza del Festival Pucciniano, anche se ci sono pochissime variazioni (riguardano solo la mia persona) rispetto a quanto già pubblicato. Ecco i compensi lordi annui corrisposti dalla Fondazione. Ai Presidenti: Manrico Nicolai: 23.418,00; Massimiliano Simoni: 34.200,00 (nel 2010 non ha ricevuto l'intero compenso perché interrotto al 31 maggio); il sottoscritto Paolo Spadaccini non riceverà alcun compenso (situazione nota a tutti); al Direttore Generale Franco Moretti: 83.400,00; al Direttore Artistico Alberto Veronesi: 55.000,00. Ai Consiglieri (Consiglio d'Indirizzo e d'amministrazione): 30,00 a seduta.  Con molto piacere ho verificato che le mie prime mosse come Presidente della Fondazione hanno incontrato il tuo gradimento, cosa a cui tengo moltissimo, vista la tua lunga esperienza di amministratore pubblico. Per quanto riguarda le trasferte all'estero, ti rendo noto che in questi giorni stiamo organizzando un concerto all'Aja in collaborazione con la nostra Ambasciata. E' stato l'Ambasciatore italiano Franco Giordano a richiedere la nostra partecipazione attiva per una manifestazione finalizzata a far conoscere il nostro Festival ed il nostro territorio. Oltre a questo importante evento, sto vagliando altre possibilità che porterebbero Viareggio in alcune prestigiose ribalte europee. Portare l'eccellenza della nostra città (Festival Pucciniano) in contesti internazionali importanti è un impegno di primaria importanza, che dovrebbe essere seguito con interesse dalla nostra comunità. Peccato che i tempi che stiamo vivendo (di vacche magrissime) non ci consentano di investire ulteriormente nella nostra immagine all'estero (alludo al "sistema Viareggio" nella sua ricchezza di componenti) come fanno altre importanti città d'Europa. In quasi tre anni di Presidenza del Consiglio Comunale ho ricevuto, insieme al Sindaco, tante delegazioni provenienti dalle più svariate parti del mondo e non ho mai avuto la sensazione di avere di fronte persone in "gita turistica". Rappresentare con lo stile dovuto la propria città, e l'Italia, all'estero, è un dovere a cui ogni personaggio pubblico non si può sottrarre. Astenersi dal farlo non è sintomo di amministrazione parsimoniosa ma di amministrazione, a volte, assente. La vetrina internazionale, ben gestita e selezionata, ci potrà permettere l'auspicato aumento di consenso nei confronti dei più importanti operatori culturali. Osservando le sovvenzioni pubbliche che altre istituzioni musicali percepiscono dagli enti pubblici, lo sconforto aumenta. Sento il peso della situazione generale, ma credo che alla fine il nostro Festival si potrà consolidare ulteriormente e ciò accadrà se le persone che lo amano, e che ci credono, come te, mi staranno vicine».

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