La manifestazione
Caso Libecciata, somma bloccata
Donatella Francesconi
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PROTAGONISTA. Patrizia Lippi, titolare del nome Libecciata L'udienza va avanti, ma la Fondazione non può disporre del denaro pignorato
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VIAREGGIO. Per una tristezza così - cantava la grande Mina - ci vuole una banda... Ma alla Fondazione Carnevale sono giorni in cui accade il contrario. Perché le vicende giudiziarie sul pignoramento legato al nome Libecciata non fanno sorridere. Il giudice nei giorni scorsi si è espresso. Entrando nel merito della vicenda che ha portato Patrizia Lippi, titolare del nome "Libecciata", a presentare istanza di pignoramento per il nome che la Fondazione avrebbe continuanto ad usare - nell'edizione 2010 della manifestazione - nonostante il dispostivo del tribunale di Firenze. Che ne vietava espressamente l'uso alla Fondazione, pena il pagamento di una penale di 5mila euro a volta. Starà dunque a Lippi dimostrare come ritiene che si arrivi alla cifra, poco meno di 400mila euro, che ritiene spettino alla Libecciata dal milione di contributo che il Comune ha erogato alla Fondazione Carnevale poco prima di Natale. Ma la somma in questione, al momento, rimane bloccata. E dunque non disponibile per le necessità della Fondazione Carnevale. La vicenda è destinata a durare. Ai 400mila euro, secondo la richiesta di Patrizia Lippi, si arriva contando tutti i giorni in cui sul sito della Fondazione Carnevale l'allora presidente, Giovanni Maglione, ha mantenuto impropriamente - secondo il dispositivo del Tribunale di Firenze, sezione brevetti e marchi - il nome della banda che non è più quella ufficiale del Carnevale di Viareggio. Tanto che la Fondazione ne cerca un altro che sarà a breve definito. Una scelta, questa, che sembra indicare anche come andrà l'udienza fissata per maggio - sempre a Firenze - chiesta dai legali di Patrizia Lippi sul merito dell'attribuzione della proprietà del marchio Libecciata. In Tribunale, la Fondazione Carnevale si presenterà con un'altra banda e un altro nome. Più facile di così, per Patrizia Lippi, la strada non potrebbe essere.
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