La manifestazione
Semaforo abbattuto e pineta nell'incuria
Simone Pierotti
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ABBANDONO. Lavori in corso, ma nessuno porta via i tronchi È a terra, ma funziona: tra via Comparini e viale dei Tigli
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VIAREGGIO. Un semaforo che, da un mese, giace disteso per terra, quasi fosse un albero abbattuto. Rami prima potati e successivamente abbandonati al loro destino, ai piedi del pino dal quale sono stati tagliati, senza che vengano gettati tra i rifiuti. L'anno nuovo sembra continuare a trascinarsi i problemi di quelli pregressi, ovvero il degrado del verde urbano: gli scenari sopra descritti disegnano in modo impietoso lo stato in cui versa la pineta di Levante. Il caso più bizzarro riguarda un semaforo all'incrocio tra via Comparini ed il viale dei Tigli, lato monte, di fianco al camping Viareggio: è da prima delle festività natalizie che giace a terra, a lato della strada. La curiosità è che, finora, ci si è preoccupati di «proteggerlo», sistemandogli attorno delle transenne che, fino a poco tempo fa, non c'erano. Ma nessuno, da un mese a questa parte, ha ben pensato di rimetterlo in piedi. Tanto più che è regolarmente funzionante, con le luci che si accendono in perfetta sincronia con quelle del semaforo posto all'altro lato della strada. Qualche decina di metri più avanti, poi, la pineta «regala» un'altra situazione di incuria: nell'area compresa tra il viale dei Tigli e via Indipendenza, dietro alle case popolari, sono stati abbattuti pochi giorni fa alcuni alberi, mentre ad altri sono stati tagliati i rami. Nulla di strano, se non fosse che nessuno si è preoccupato di togliere le parti rimosse. Ieri pomeriggio si trovavano ancora al loro posto, a fianco dei trattori impiegati per i lavori, tronchi, rami e chiome potati. Non solo. Il passaggio dei due automezzi all'interno della pineta è reso evidente dall'impronta degli pneumatici e, soprattutto, dai profondi solchi lasciati nel terreno, come se fossero campi agricoli appena arati. Desolante, poi, lo scenario a lato delle abitazioni di via Indipendenza: lo scuro terriccio ha di fatto preso il posto dell'erba, con rami e selci che giaccono qua e là, neanche fosse passato un esercito di barbari a saccheggiare tutta la zona.
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