Sicurezza
«Presenze anomale in Municipio»
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Il sindaco Luca Lunardini Lazzerini: non sono dipendenti ma occupano le scrivanie
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VIAREGGIO. Dipendenti comunali spiati? «Ho la quasi certezza di questo», incalza dura la consigliera comunale Isaliana Lazzerini, in faccia a sindaco e direttore generale. «Ci sono persone che non appartengono alla macchina comunale che stazionano negli uffici, alle scrivanie, e per ore all'ingresso del Comune», continua Lazzerini, esponente della Federazione della sinistra. Che aggiunge: «Posso fornire tutti gli esempi». Presenze "anomale", aggiunge Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra Arcobaleno: «In biblioteca c'è un volontario che - mi è stato risposto in un'interrogazione qualche mese fa - è stato perfino assicurato». È Matteo Paoletti, di cui il "Tirreno" ha già scritto, braccio destro del direttore della stessa biblioteca. Da oltre un anno in ufficio senza che altri sappiano come si fa a diventare volontari pur volendosi offrire. «Ed un'altra persona che non ha titolo - sottoliena Lazzerini - affianca l'assessore Pistoia fin dalla sua nomina». Fitta la discussione sui casi di assentesimo segnalati dal direttore generale, ma consiglieri di maggioranza (della commissione bilancio) poco appassionati: «Solo tre casi? Bene - è stato l'intervento di Renzo Pieraccini dai banchi del Pdl -: siamo contenti per gli altri 512 che si comportano bene». Di «caccia alle streghe» e «spari nel mucchio», con riferimento alla lettera inviata da Rivola a sindaco e dirigenti, hanno parlato Antonio Batistini (capogruppo del Pd) e Milziade Caprili (capogruppo Sinistra Arcobaleno). Lettera, quella di Rivola, definita «imprecisa e non circostanziata» da Andrea Palestini (Pd): «A fronte di tanto scalpore, il direttore generale ci parla oggi di soli tre casi. Dei quali uno già definito con una sanzione di lieve entità. Quindi non di assenteismo si tratterebbe, quanto di una dimenticanza. Direi che c'è necessità di trattare la materia con maggiore equilibrio. Facendo piazza pulita della commedia politica che ho visto intorno a questa vicenda». Tra le «contraddizioni» di tutta la storia, Palestini sottolinea quella che ritiene la principale: «Due dirigenti su tre, di quelli dei settori cui fanno riferimento i lavoratori coinvolti, sono stati premiati con il maggiore incentivo». Non è - questo l'intervento di Isaliana Lazzerin (gruppo misto) - «che non si ha il coraggio di andare fino in fondo, vedendo i fatti più gravi? In tre anni di amministrazione avete individuato solo tre casi di timbrature dimenticate? Non è possibile che una macchina come quella messa in moto dal direttore generale con la lettera del 4 gennaio si muova per tre casi di persone che magari hanno dimenticato di timbrare un'uscita. Mi sembra una situazione decisamente studiata ad arte». Magari - si dice nei corridoi del Comune - perché a fare la coda davanti allo sportello con l'impiegato assente si sarebbe trovato un pezzo grosso della politica locale... «Generalizzare è pericoloso». Così l'intervento in commissione del sindaco, Luca Lunardini: «Il percorso avviato da Rivola va avanti, ma senza nessuna forma di persecuzione, che non fa parte del mio Dna». Lunardini ha poi ribadito l'intervento inviato alla stampa due giorni dopo la pubblicazione, da parte del "Tirreno", della lettera inviatagli da Rivola: «Se la patente di assenteista deve essere data, lo sarà per chi lo è davvero. E non per categorie. No pertanto a qualsiasi forma di qualunquismo e denigrazione, ma no anche a qualsiasi forma di scusante per chi non fa il proprio lavoro. Bisogna evitare ogni pericolosa generalizzazione ma neppure cadere nel relativismo del "così è sempre stato". Guai, insomma, a rassegnarsi a considerare l'assentesimo come un fatto di costume Mediterraneo». D.F.
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