Finanza
Nascono tre nuovi centri commerciali naturali sulla via Italica e su via del Fortino
I commercianti si organizzano
Marco Pomella
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Il tratto della via Italica dove si organizza il centro commerciale naturale Viabilità, sicurezza, arredo urbano in cima alla lista delle richieste
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LIDO. Altri tre centri commerciali naturali: due in via Italica e uno in via del Fortino. I commercianti di Lido si organizzano. E, dopo Camaiore e Capezzano, cercano di "raggrupparsi" sotto un'unica bandiera. «Per essere più forti - dice il referente Ascom, Roberto Palmerini - a livello commerciale». Diverse, comunque, soprattutto in via Italica, le questioni urgenti da risolvere. Su tutte, la sicurezza dei pedoni. «Stiamo lavorando in questi giorni - dice Palmerini - alla costituzione di altri centri commerciali, dopo aver contribuito alla creazione di quello di Capezzano. Uno qui davanti (Palmerini è il titolare dell'Agraria Stoppino, nella zona a mare di via Italica, verso l'incrocio con l'Aurelia, ndr), uno nella zona del bar Ettore (più a monte, ndr) ed un terzo tra i commercianti di via del Fortino». Gli obiettivi sono chiari. Avere più peso, sia commerciale che politico. Nel senso che, in questo modo, i commercianti potrebbero parlare ad una sola voce, e sperare che chi di dovere li ascolti. «Non è facile riunire i commercianti di queste zone, anche se i primi contatti sono stati positivi» - ammette Palmerini. E fornisce anche una sua interpretazione del perché. «Capezzano è più una realtà paesana. I commercianti sono, in gran parte, gli stessi residenti. Che da anni vivono e lavorano in quella zona, e si sentono parte integrante del paese. Lo stesso vale per Camaiore. Qui a Lido, invece - aggiunge Palmerini - la maggior parte dei commercianti sono forestieri. Non sono residenti, né a Lido, né nel Comune di Camaiore. Per non parlare poi delle aperture stagionali. Per questo, qui è più difficile trovare accordi tra noi, e far uscire il commerciante dalla dimensione di "bottegaio"». La dimostrazione di quel che dice è sotto gli occhi di tutti. L'associazione Propasseggiata, che raccoglieva i negozianti della passeggiata a mare, è miseramente fallita. E per Natale non si è riusciti a trovare un accordo neanche per illuminare il tratto più a mare di via Italica. Risultato: festività al buio, senza lucine. Perché i consorzi si costituiscano ci vorranno, quindi, almeno un altro paio di mesi. Nel frattempo però, sono diverse le questioni che su via Italica andrebbero risolte subito. «Prima di tutto - dice Palmerini - va trovato il modo per rallentare le auto in transito. E servono più attraversamenti pedonali. Bisognerebbe investire anche sull'arredo: qualche panchina, un po' di verde pubblico curato. Deve poi essere rivista l'illuminazione: questa pare quella di un'autostrada - conclude il rappresentante Ascom - con i lampioni altissimi. Servono dei lampioncini più bassi, più accoglienti».
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