Sicurezza
IL PRIMARIO
«Fatto rarissimo, ma possibile Qui è già successo 20 anni fa»
M.T.
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OSTETRICIA. Il primario Cima 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Incinta senza saperlo? Beh, non mi azzardo a dare giudizi affrettati, anche perché bisogna capire bene cosa sia successo, compreso il contesto della vicenda. Ma quello che posso dire è che non lo considero un evento impossibile». Anche Giovanni Paolo Cima, primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Versilia, si è confrontato con i colleghi medici per capire meglio quanto accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì. In qualità di esperto, comunque, si sente di dire che si tratta certamente di un evento rarissimo e fuori dall'ordinario, eppure ammissibile. Tant'è vero che a lui è già capitato in precedenza. «Ricordo di aver già assistito in prima persona a qualcosa di simile - afferma - accadde 20 anni fa, proprio qui in Versilia. E la neomamma era una nostra collega, quindi il profilo professionale e sociale più lontano da un eventuale ricorso alla bugia, ammesso che di questo si possa parlare. Non credo, ma ripeto potrei sbagliarmi, che si possa spiegare quanto accaduto con la semplice necessità di nascondere la dolce attesa. Anche perché non bisogna farsi prendere dalla voglia di giudicare». Secondo il dottor Cima, infatti, esistono motivazioni psicologiche che possono superare i cambiamenti del corpo. Fino quasi a non considerarli importanti, come se non si trattasse di segnali autentici. In parole povere, può capitare che «si arrivi a negare l'evidenza, anche in maniera involontaria - sostiene il dottor Cima - Ecco, io penso che in questo caso la ragazza abbia involontariamente negato le manifestazioni fisiche della sua gravidanza». Che ci sono, eccome. Basti pensare al ciclo e ai cambiamenti fisici. Su argomenti del genere, però, il primario del reparto lascia volentieri la palla alla psicologia: «Per quanto ci riguarda - conclude - l'importante è che lei e il suo bambino stiano bene. Il fatto che non abbia fatto seguire in alcun modo la sua gravidanza, che si traduce con un'assenza completa di esami, ci deve tenere sul chi va là in maniera ancora più approfondita. Confermo, comunque, che la nascita è avvenuta senza complicazioni e il neonato viene seguito dai nostri operatori».
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