Il Tirreno

Versilia

Turismo. Forte replica a Pietrasanta: sarebbe meglio il dialogo su scelte del genere

Centro congressi, Buratti amaro

Franco A. Calotti
<b>L&#146;AREA.</b> La zona artigianale del Portone dove il Comune di Pietrasanta vorrebbe far sorgere il Centro congressi
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L’AREA. La zona artigianale del Portone dove il Comune di Pietrasanta vorrebbe far sorgere il Centro congressi

«Struttura da 1.500 posti al Portone? Preferisco di no»

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 FORTE. «Mi meravigliano un po' le dichiarazioni che vengono dal comune di Pietrasanta sul loro futuro Palacongressi, da realizzarsi al Portone e con una capienza massima di 1000-1500 posti. Anche perché su temi come questi io ho sempre privilegiato il dialogo». È soft la reazione del sindaco Umberto Buratti alle dichiarazioni dell'assessore pietrasantese Rossano Forassiepi.  Forassiepi, sul Tirreno di ieri, di fatto licenziava il vecchio progetto Mallegni in via degli Olmi, che fu caldeggiato anche dallo stesso Buratti, almeno nelle sue linee generali. Per dar vita ad una struttura più modesta nello spazio direzionale dell'area artigianale di Pietrasanta.  Tuttavia è difficile non vedere nel sindaco di Forte un velo di delusione: «Conosco il pensiero del sindaco di Pietrasanta, Domenico Lombardi, come dei colleghi di Seravezza e Stazzema - spiega ancora Buratti - e ritengo che in virtù di ciò si possa ancora attivare un confronto di portata comprensoriale proprio su questo stesso tema. Anzi smetterei da qui in avanti di parlare della necessità di un Palacongressi, e insisterei, invece, su un PalaEventi versiliese, certamente ben diverso per capacità operative da quel migliaio di posti o poco più a cui ha fatto cenno l'assessore Forassiepi. Mille posti per un PalaEventi è un ordine di grandezza ridicolo se si vuole veramente impostare il problema e condurlo a soluzioni interessanti: direi - continua Buratti - che bisognerebbe puntare tra i tre e i quattromila posti. D'altro canto, mi rifiuto di continuare a credere che tutte le generazioni che hanno agito in Versilia dopo il 1938 - l'anno in cui venne creato il Principe di Piemonte a Viareggio - non siano ancora in grado di fare qualcosa di altrettanto importante per rimettere in moto l'economia della nostra zona. Gli esempi, fuori di qui, sull'Adriatico tanto per dire, non mancano. E anche qui da noi sarebbe davvero l'ora di smetterla di fare discorsi e di passare a percorsi concreti».  «Si può discutere su tutto - continua Buratti - quindi se l'area che aveva scelto l'ex sindaco Mallegni non va bene, ne troveremo una migliore che abbia valenza comprensoriale, sia ben raggiungibile e consenta di fare i lavori nel rispetto dell'ambiente. E una volta identificata l'area bisognerebbe passare subito alla definizione degli indispensabili piani urbanistici. Infine, prima di completarli, bisognerebbe far scattare anche la ricerca dei capitali per l'investimento, contattando sia le categorie economiche e turistiche così come le banche, la Regione e chiunque sia interessato al rilancio della nostra economia, che ribadisco, non può continuare ad essere solo di tipo stagionale e di indirizzo balneare. Premesse, queste, ovviamente, anche del rilancio conseguente del settore dell'ospitalità alberghiera».  E che il sindaco del Forte ci creda ancora in questo progetto versiliese lo testimonia anche l'idea con cui ci congeda: «Il PalaEventi della Versilia - conclude, infatti, Buratti - dovrebbe essere progettato e firmato da un grande dell'architettura mondiale, in grado di donargli oltre che un'anima strutturale di grande valore anche un interesse culturale per l'opera stessa».

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