Il dolore
«Brutta la fontana stile Gardaland: non è da Camaiore»
M.P.
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Fa discutere la fontana collocata dal sindaco allingresso della città 2 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. «Inguardabile. Pacchiana. Difficile far peggio». E' un coro di critiche, quello che si solleva sulla nuova fontana, in costruzione all'ingresso di Camaiore, sulla rotatoria tra la vecchia e la nuova Provinciale. Da qualche giorno, infatti, si intravede una struttura: 8 pali, su ognuno dei quali è fissata una lettera che, insieme, formano il nome "Camaiore". La fontana però - il cui progetto è da sempre stato tenuto segreto dal sindaco Giampaolo Bertola - non piace a molti. «La nuova fontana - scrive il capogruppo Rifondazione comunista, Jan Vecoli - ha una caratteristica: è pacchiana, sembra la scritta di ingresso a Gardaland. Oltretutto, la scelta è stata fatta dalla giunta senza un adeguato confronto con il consiglio comunale e la cittadinanza. Credo che opere come questa, che hanno in qualche modo la responsabilità di essere il biglietto da visita, il cartello di benvenuto in città, dovrebbero essere scelte, lanciando una gara internazionale di idee, così da avere una scelta più ampia e decorosa». La critica di Jan Vecoli non si ferma. «Oltretutto - dice - questa nuova struttura è assolutamente dissonante rispetto al tetro stemma del Comune, con i 3 lumini, che campeggia a pochi metri. Veramente di cattivo gusto tutto l'insieme; complimenti, era difficile fare peggio». A criticare la struttura anche l'architetto camaiorese Giulio D'Alessandro. «A mio avviso - scrive D'Alessandro - non si adatta con l'immagine della città, con la sua tradizionale ospitalità. Io avrei realizzato una statua di un viaggiatore, di un pellegrino. Perché lì, sulla via Francigena, ne sono passati tanti di pellegrini. E perché quella zona, di fianco al fiume, è ancora oggi usata per camminare e passeggiare. Sarebbe stato un segno di ospitalità, così invece che significa?». Per D'Alessandro non ci sono soluzioni: «Fermate i lavori e cambiate tutto - dice D'Alessandro - è tutto da rifare».
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