Sicurezza
Stazione, viaggio nel degrado
Luca Basile
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ABBANDONO. Due immagini della stazione di Pietrasanta Niente biglietteria, macchinette spaccate e orologi in tilt
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PIETRASANTA. Obliteratrici spaccate, orologi in tilt, distributrici di biglietti che funzionano a metà, schermi con orari dei treni appannati da tempo e superficialità. Tutto intorno, sporcizia, incuria che fa solo tristezza e rabbia. Questo e molto altro in negativo, la stazione ferroviaria. Da anni si parla di "interventi imminenti", "ripristino dei servizi", " necessità di corretta manutenzione". Parole, perché niente in meglio è cambiato. «Ieri all'ora di pranzo ci siamo recati alla stazione per prendere il treno per Pisa: dovevamo obliterare il biglietto - segnalano due studenti - ma quando ci siamo accorti che la macchinetta posta all'ingresso era spaccata. Timbro che siamo riusciti a fare, ricorrendo ad un'altra macchinetta, nei pressi dei binari, che, solitamente, è mal funzionante, ma che fortunatamente, al terzo tentativo, ha obliterato. Mentre ci affannavamo fra una macchinetta e l'altra, c'era una coppia di persone anziane alle prese con la biglietteria automatica che non accetta le monete, ma solo denaro cartaceo e che poi, a 'certificazione' di quanto pagato, si limita ad emettere una ricevuta. Cervellotica, è dire poco». Da tempo, la stazione è sprovvista di una vera biglietteria; nei pressi c'è una tabaccheria che vende biglietti ferroviari fino ad un determinato chilometraggio, (mentre è in funzione un servizio completo in via Mazzini, all'agenzia di viaggi Beaubourg, ndr.) Ovviamente non esiste neppure, questo da sempre, uno sportello informativo di supporto. A completare il quadro degradante, riscontrato ieri, l'orologio, posizionato in alto, con vista binari, regolarmente con le lancette indietro e quindi poco utile, anzi dannoso per il visitatore e ancora uno schermo con gli orari dei treni in partenza, che più che da leggere è da decifrare tanto è appannato. La porta, ferroviaria, di ingresso al centro storico era e resta, quindi, degradata e impresentabile; un biglietto da visita della città che, dopo anni di appelli e denunce, si propone, ancora una volta, nella sua versione più sgradevole.
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