Attenzione
Sanità. Lintervento chirurgico dovrebbe limitare la perdita della vista per una malattia
«Rischio un occhio, non mi operano»
Matteo Tuccini
La protesta: «Nessuna comunicazione a un mese e mezzo dalla visita»
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VIAREGGIO. «Sono settimane che non dormo dal dolore, vado avanti a forza di Tavor. Ma la cosa peggiore è che rischio di perdere l'uso dell'occhio destro se non si interviene subito». Gino Bologna, pensionato di 79 anni, è disperato. Non riesce a capire perché - a un mese e mezzo dalla visita nel reparto di oculistica dell'ospedale Versilia - non sia ancora stato sottoposto all'operazione che dovrà salvargli almeno il 50% dell'occhio, colpito da una malattia. E nemmeno ha ricevuto informazioni in merito. «Quell'intervento - assicura - mi era stato promesso in tempi rapidi». «Perché il primario non mi ha visitato?». Bologna si lamenta del fatto che il suo percorso medico è iniziato col piede sbagliato. «A novembre - racconta il pensionato, che abita a Viareggio - sono andato al Centro prenotazioni del Versilia, scegliendo l'attività libero professionale. Sono esente dal ticket, ma ho deciso di pagare perché volevo anticipare la visita, risparmiando qualche settimana e velocizzando, in questo modo, tutta la pratica. Così, al prezzo di 130 euro, mi è stato assegnato un appuntamento per il 3 dicembre con il dottor Andrea Vento, primario del reparto di oculistica». Nel giorno della visita, però, Bologna sostiene di «non essere stato ricevuto dal dottor Vento, che mi dissero impegnato in sala operatoria, ma dal dottor Andrea Mannini. Nessun dubbio sulle capacità professionali di quest'ultimo, da cui anzi sono stato pienamente soddisfatto. Ma perché, se ho pagato per una prestazione specifica, non posso riceverla? Centotrenta euro non mi sembrano una sciocchezza». Resta il fatto che al termine dell'esame il pensionato porta tutta la documentazione al primario. «Lì - dice - mi viene detto che per gravi problemi alla cornea devo essere sottoposto a un intervento chirurgico. Altrimenti rischio di perdere la vista dalla parte destra. Andando sotto i ferri, invece, si può salvare il 50% dell'occhio, oltre che interrompere questo dolore che non mi fa vivere». Ma da allora Bologna non ha ricevuto notizie su una possibile data. «Attesa estenuante». È passato un mese e mezzo e per Bologna l'attesa è diventata insopportabile. «Tutte le notti soffro come un cane - dice - ho continuato a chiamare l'ospedale per avere notizie, mi sono rivolto pure all''Ufficio relazioni con il pubblico. Ma non c'è stato verso. Ora però mi sono stufato, voglio che mi dicano qualcosa. Altrimenti presenterò un esposto alla magistratura».
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