La manifestazione
Il Camel Trophy vicino a casa
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ROVINATA. Buche in una strada (Foto darchivio) La protesta per le pessime condizioni di una strada di Lido «Rami caduti, buche, dossi: ogni volta è un'avventura»
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VIAREGGIO. Viaggiare su quella strada è come fare il Camel trophy. Il buffo paragone è di Renzo Lucchesi, che protesta per le pessime condizioni di via Buonarroti a Lido. «Basterebbe la maleducazione e l'inciviltà di troppi cittadini e l'assenza di qualsiasi tutela delle pubblica quiete, che l'ha trasformata in un canile di animali abbaianti, a garantire il massimo disagio a chi abita, come me, in via Buonarroti a Lido di Camaiore. C'è invece anche da accettare pine e rami che cadono dall'alto, e il fatto che per gli innumerevoli dossi del selciato il percorrerla sia come partecipare al Camel Trophy o al collaudo di mezzi cingolati». «La strada - dice Lucchesi - inizia da via F.lli Rosselli a Sud e termina a Nord in Via Italica, due strade molto trafficate: su tutte e tre i limiti di velocità e la prudenza sono concetti nebulosi ed il codice della strada un passatempo per ospiti di Istituti geriatrici; lo si vede bene dall'asfalto in via Rosselli, arato dalle auto che vi sbattono il muso discendendo dai dissuasori di recente fattura». «Dalla nostra via a Via Rosselli c'è lo stop, ma ha la sinistra coperta dal giardino della casa d'angolo, e di fronte una fila di cassonetti dell'immondizia; le vetture che vi si fermano davanti spingono chi viene dal lato mare verso il centrostrada, esattamente davanti all'innesto della nostra via: il pericolo è evidente». «Ma essa, oltre a vetture parcheggiate un po' ovunque a piacere dei singoli, presenta anche due curvette vicine ad esse: a chi viene da nord proprio a metà della prima e sulla corsia percorsa offre una collinetta, un enorme dosso dell'asfalto sollevato dalle radici di un pino; chi non lo sa può perdere il controllo, sbandare o se è in motocicletta cadere: chi lo sa tende al centro-strada per evitarlo; chi proviene da sud, uscendo veloce dall'altra curva della esse, tende istintivamente a tenersi lontano dalla fila di alberi».
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