Il Tirreno

Versilia

Firme false per cremare papà

L.C.
<b>PROCESSO.</b> Il Tribunale
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PROCESSO. Il Tribunale

Professionista sotto processo: è accusato dalla cognata La difesa: le ho messe perché i miei parenti erano malati

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 FORTE. Due firme false (quella della madre e quella del fratello, gravemente malati) per far cremare il padre. Con questa accusa è sotto processo di fronte al giudice Gerardo Boragine un professionista di Forte.  Una storia che parte da lontano, da una querelle fra l'imputato e la cognata che contestava la disparità di trattamento nel testamento (la causa civile è stata conclusa con una transazione).  La donna, dopo la morte del marito, arrivò a denunciare il parente con due accuse pesanti: la circonvenzione di incapace e il falso. Arrivando a "insinuare" che la decisione di far cremare il padre era stata presa per nascondere eventuali carenze nell'assistenza del defunto, che veniva seguito proprio dal figlio.  La Procura ha deciso di archiviare l'accusa di circonvenzione (anche perché il codice penale, per questo reato, prevede la non punibilità nel caso venga compiuto a danno di un parente). Ma in piedi è rimasta l'accusa di falso ideologico in atto pubblico: peraltro con l'ammissione dello stesso imputato, che non ha negato di aver apposto le due firme.  Secondo la linea difensiva, il professionista avrebbe compiuto il reato perché sia la madre che il fratello erano sconvolti e malati e non in grado di seguire le pratiche richieste dal comune di Forte dei Marmi. Rimangono, comunque, alcuni punti da chiarire. Come le due deposizioni della madre che sono state acquisite agli atti e che contrastano tra di loro sul punto della firma sull'atto. E come quello emerso dalla deposizione di un dipendente dell'agenzia funebre che si occupò delle pratiche: l'uomo, infatti, ha detto che la cognata dell'imputato era d'accordo con la cremazione e che proprio lei avrebbe portato il documento del marito, necessario per dare il via alla procedura. Proprio la donna sarà sentita come testimone alla prossima udienza fissata per il 20 aprile.

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