Il dolore
Date che non tornano e documenti spariti: la vigilessa sulla graticola
Ascoltata la protagonista della "multa strappata" Duello fra la difesa Mallegni e le parti civili
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PIETRASANTA. Un'ora di deposizione, a tratti tesa. Un'ora per raccontare una delle versioni che stanno dietro la questione ormai diventata celebre come la "multa strappata". Ma anche un'ora di contraddizioni, su date e nomi. E di scontri tra avvocati. Ieri, al maxiprocesso a Massimo Mallegni (più altri 27 imputati) è salita sul banco dei testimoni Caterina Mazza, l'ex vigile stagionale che, sempre a Lucca, è a giudizio insieme all'ex sindaco e all'autista Verio Bertozzi. La deposizione della Mazza era stata chiesta dagli avvocati Luca Saldarelli e Sandro Guerra, che tutelano l'ex primo cittadino. «Non faremo domande sul fatto contestato nell'altro processo», ha annunciato Guerra. Ma su tutto quello che gira intorno le domande ci sono state eccome. Con uno scopo: portare alla conoscenza del collegio le pressioni che sarebbero state fatte alla Mazza perché "confessasse" che era stato proprio Mallegni a fargli scomparire il verbale contestato. In particolare le pressioni sarebbero arrivate da un colloquoi con il tenente Giovanni Fiori (parte civile contro Mallegni). Ma - durante il controinterrogatorio dell'avvocato Francesco Marenghi, patrono delle parti civili - la Mazza è stata poco precisa sulla data del colloquio con Fiori. E ha ammesso di non aver prodotto una relazione di servizio su quanto accaduto. Anche se - con le domande dell'avvocato Guerra - ha dimostrato di ricordare bene cosa accadde nell'ottobre del 2002 a Tonfano. «Ero in servizio quando mi accorsi che un'auto era parcheggiata sulle strisce pedonali. Non potevo certo sapere che era quella del sindaco, ma anche se l'avessi saputo avrei fatto comunque la multa». In quel momento, però, alla Mazza arriva una comunicazione via radio: «Mi avvertirono che, nella strada parallela, erano stati tolti i preavvisi che avevo elevato. Così interruppi quello che stavo facendo, segnandomi il numero della targa per compilare un verbale entro 150 giorni». Lo "statino", pèer la Mazza, sarebbe stato strappato ma solo per «errata compilazione». Con un mistero aggiuntivo: i preavvisi di quel giorno di lavoro, insieme al verbale - secondo Mazza - «scomparvero, per poi riapparire al comune di Forte dei Marmi». E poco chiara è un'altra questione, messa in luce dall'avvocato delle parti civili. E anche qui si tratta di date. Mazza, infatti, ha spiegato che spesso vedeva riunirsi i cosiddetti "fedelissimi" dell'ex comandante Antonella Manzione. Facendo anche i nomi dei vigili in questione e inserendo fra loro l'agente Davide Paolini. Che però - ha puntualizzato Marenghi - venne assunto a Pietrasanta solo il 13 gennaio del 2003, mentre la Mazza finì il suo periodo nella Piccola Atene a novembre dell'anno prima. E prima Paolini avrebbe fatto sì il "precario", ma in un altro comune. E, a proposito di date, ce n'è un'altra che, a dire delle parti civili, non torna. La Mazza ha raccontato di aver vissuto il periodo del passaggio di consegne fra la Manzione e il suo successore Roberto Buratti. Che però fa data solo dal 5 dicembre, data della revoca dell'incarico a Manzione.
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