La sinistra radicale chiede a Lombardi di rimuovere i cartelli apposti sulle opere pubbliche
Via tutte le targhe firmate Mallegni
Luca Basile
Il sindaco: «Non sono d'accordo e non credo nemmeno sia fattibile»
3 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. «Rimuovere tutte le targhe celebrative, apposte su opere pubbliche, recanti il nome di Massimo Mallegni». Una richiesta, quella contenuta in una mozione a firma dei capigruppo consiliari Tania Lari, Uniti per Cambiare, Fabio Simonini, Idv e Marilena Pintus, Federazione della Sinistra, che porta in dote un'inevitabile coda di dure polemiche. «Questi consiglieri, figli di una certa ideologia, sono per la cancellazione del passato: fanno rabbrividire», replicano duramente dal Pdl. Mozione dalla quale prende però le distanze lo stesso sindaco Domenico Lombardi. «Rispetto ogni posizione, ma in tutta sincerità non sono d'accordo. Il passato non va toccato, è sempre un pessimo segnale farlo». Doveroso un passo indietro: l'ex sindaco Mallegni, nei suoi 10 anni di mandato amministrativo privilegiava mettere la propria firma su ogni opera pubblica realizzata: una sorta di messaggio ai posteri che fu già motivo di forti critiche. Firma che oggi, Lari, Simonini e Pintus, chiedono appunto di cancellare.
«Dal dopoguerra ad oggi si sono succeduti 14 sindaci: ognuno di loro ha realizzato opere fondamentali per la cittadinanza, ma nessuno di essi, ad eccezione di Mallegni, ha ritenuto opportuno imprimere il proprio nome sugli interventi realizzati. Un'amministrazione pubblica va giudicata non solo sulla base dei suoi comportamenti quotidiani, ma piuttosto sui principi etici e morali che sostiene e riafferma dinanzi a tutti i suoi cittadini. Esprimiamo forte contrarietà alla personalizzazione dell'attività amministrativa perseguita da Mallegni e per questo - rilanciano nella mozione Idv, Federazione della Sinistra e Uniti per Cambiare - chiediamo alla giunta di attivarsi per la rimozione di tutte le targhe celebrative con il nome del sindaco Mallegni». Dura, dicevamo, la replica che arriva dal Pdl. «Perché il consigliere Tania Lari non si è ricordata della questione etica quando nel Consiglio di gestione della Fondazione Versiliana è stato nominato suo marito, Maurizio Coluccini? La verità è che questa richiesta di rimozione delle targhe recanti il nome di Mallegni è una gran sciocchezza e siamo convinti che il sindaco, sicuramente più equilibrato dei tre consiglieri che l'hanno proposta, dirà no.
Ma perché non si limitano ad amministrare visto che hanno democraticamente vinto le elezioni, lasciando perdere chi ha legittimamente guidato la città negli ultimi 10 anni? Hanno un odio nei confronti di Mallegni che davvero fa paura, anche se cominciamo a pensare - afferma il capogruppo del Pdl Alberto Giovannetti - che sia forse più paura di ritrovarselo, di nuovo, politicamente davanti. Una targa non può rappresentare un pericolo e ciò che è stato fatto in passato va tutelato, non rimosso. Perché noi non abbiamo fatto altrettanto con i Pugni di Cortina? Ma quello fu uno spostamento dettato da questioni culturali ed artistiche, non ideologiche». Di poche parole, ma esaustivo, il commento di Lombardi. «Intanto va verificata la fattibilità della rimozione, che non mi sembra, a prima vista, cosa possibile. E comunque, lo ripeto, cancellare il passato è, a mio avviso, un errore. Ed il caso dei Pugni di Cortina è lì a dimostrarlo. Ognuno ha il suo stile: il sottoscritto non metterebbe mai la propria firma sotto un'opera pubblica, al massimo ci apporrei una data, ma ciò non toglie che altri sindaci, non solo Mallegni, lo hanno fatto. Intervenire, a distanza di tempo, per cancellarla, mi sembra un errore. Con tutto il rispetto, è una posizione che non condivido».Di targhe 'indigeste' ne discuterà il 24 il consiglio comunale.
«Dal dopoguerra ad oggi si sono succeduti 14 sindaci: ognuno di loro ha realizzato opere fondamentali per la cittadinanza, ma nessuno di essi, ad eccezione di Mallegni, ha ritenuto opportuno imprimere il proprio nome sugli interventi realizzati. Un'amministrazione pubblica va giudicata non solo sulla base dei suoi comportamenti quotidiani, ma piuttosto sui principi etici e morali che sostiene e riafferma dinanzi a tutti i suoi cittadini. Esprimiamo forte contrarietà alla personalizzazione dell'attività amministrativa perseguita da Mallegni e per questo - rilanciano nella mozione Idv, Federazione della Sinistra e Uniti per Cambiare - chiediamo alla giunta di attivarsi per la rimozione di tutte le targhe celebrative con il nome del sindaco Mallegni». Dura, dicevamo, la replica che arriva dal Pdl. «Perché il consigliere Tania Lari non si è ricordata della questione etica quando nel Consiglio di gestione della Fondazione Versiliana è stato nominato suo marito, Maurizio Coluccini? La verità è che questa richiesta di rimozione delle targhe recanti il nome di Mallegni è una gran sciocchezza e siamo convinti che il sindaco, sicuramente più equilibrato dei tre consiglieri che l'hanno proposta, dirà no.
Ma perché non si limitano ad amministrare visto che hanno democraticamente vinto le elezioni, lasciando perdere chi ha legittimamente guidato la città negli ultimi 10 anni? Hanno un odio nei confronti di Mallegni che davvero fa paura, anche se cominciamo a pensare - afferma il capogruppo del Pdl Alberto Giovannetti - che sia forse più paura di ritrovarselo, di nuovo, politicamente davanti. Una targa non può rappresentare un pericolo e ciò che è stato fatto in passato va tutelato, non rimosso. Perché noi non abbiamo fatto altrettanto con i Pugni di Cortina? Ma quello fu uno spostamento dettato da questioni culturali ed artistiche, non ideologiche». Di poche parole, ma esaustivo, il commento di Lombardi. «Intanto va verificata la fattibilità della rimozione, che non mi sembra, a prima vista, cosa possibile. E comunque, lo ripeto, cancellare il passato è, a mio avviso, un errore. Ed il caso dei Pugni di Cortina è lì a dimostrarlo. Ognuno ha il suo stile: il sottoscritto non metterebbe mai la propria firma sotto un'opera pubblica, al massimo ci apporrei una data, ma ciò non toglie che altri sindaci, non solo Mallegni, lo hanno fatto. Intervenire, a distanza di tempo, per cancellarla, mi sembra un errore. Con tutto il rispetto, è una posizione che non condivido».Di targhe 'indigeste' ne discuterà il 24 il consiglio comunale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
