Il Tirreno

Versilia

Tarsu, in partenza 2000 cartelle

Marco Pomella
Uno scorcio dell’impianto di compostaggio dei rifiuti a Pioppogatto
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Uno scorcio dell’impianto di compostaggio dei rifiuti a Pioppogatto

Recupero evasione: già inviati 360 avvisi per un milione di euro

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 MASSAROSA. Più del 10 per cento della popolazione è evasore, almeno per quanto riguarda la tassa sui rifiuti. Vuoi per sbadataggine, vuoi per calcoli errati del passato, sono 2.360 quelli che il Comune ha "beccato" non in regola con i pagamenti della Tarsu. Su un totale di poco più di 23 mila abitanti. E spuntano anche diversi evasori totali.  Le maglie dei controlli del Comune hanno cominciato a stingersi dopo l'estate. Quando l'amministrazione Mungai ha chiamato la Andreani Tributi di Macerata a recuperare l'evasione della Tarsu dal 2004 ad oggi. «Prima di Natale - dice il sindaco Franco Mungai - la società ha inviato 360 cartelle, con le quali si conta di recuperare circa 1 milione di euro di Tarsu evasa. Nel corso delle verifiche sono emersi, grazie ai controlli incrociati, anche alcuni evasori totali».  Ma tra qualche mese partiranno le altre cartelle di accertamento: circa 2.000 letterine, che avviseranno altrettanti residenti che nelle tasse versate qualcosa non torna. «In questi altri casi - dice Mungai - si tratta di cifre di minor conto. Non saranno inviate tutte insieme, ma a scaglioni, anche per non ingolfare gli uffici».  Uffici, che da una parte sono stati presi d'assalto, così come l'ufficio del primo cittadino; tanta la gente che non ha gradito questa richiesta di arretrati. «Nessuna di queste lamentele ha avuto riscontro oggettivo, non ne abbiamo annullata nessuna. Da una parte dico, purtroppo per i cittadini, perché pagare non fai mai piacere a nessuno. Ma dall'altra dico per fortuna, perché significa che la società sta lavorando bene. La maggior parte degli errori sono stati commessi in buona fede, per cui non saranno conteggiate sanzioni».  Gli errori, nella maggior parte dei casi, nascono da precedenti errati calcoli del passato. «Prima - spiega il sindaco - c'era meno precisione nel calcolo delle superfici. E' come se, in tempi in cui nessuno pagava, il Comune si fosse accontentato, ad esempio, di riscuotere la Tarsu su 70 metri quadri, anziché sui 100 effettivi. La politica era: meglio incassare poco che niente. Oggi è: meglio pagare tutti, ma il giusto».

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