Italia
Tassa di scopo ingiusta e dannosa
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Gli alberghi storici del viale a Mare Andrea Donati: Confturismo nazionale la pensa così
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VIAREGGIO. Continua il dibattito sulla tassa di scopo, o di soggiorno. Dopo Massimiliano Simoni (Fli) e Manuela Granaiola (Pd) interviene Andrea Donati, consigliere nazionale di Confuturismo. «Ormai è certo che il Governo, nella persona del ministro Calderoli, presenterà a brevissimo (si parla del 29 gennaio) un decreto attuativo sul federalismo municipale che conterrà l'opportunità per i Comuni a vocazione turistica di poter esigere una tassa di scopo. Come categorie turistiche ci siamo battuti, a tutti i livelli istituzionali, perché questo non avvenisse. Ma il disinteresse che il governo Berlusconi ha dimostrato nei confronti del settore, che pur rappresenta il 10% del Pil del nostro Paese, ci lascia ancora una volta senza parole. Come non ricordare il disastro Enit, ormai in chiusura; la disattenzione verso la Bolkestein, che specialmente in Versilia creerà grandi problemi; ed un ministro che è ormai totalmente autoreferenziale. Fatti e atteggiamenti che la dicono lunga sull'interesse che hanno nei nostri confronti. Ma quello che ci preme è far capire il perché della nostra contrarietà a questa nuova tassa di soggiorno. Due sono i motivi prinicipali: perché è ingiusta e perché il momento è sbagliato. Se è vero che questa tassa nasce dall'esigenza di gestire economicamente i maggiori costi della pulizia, del decoro e dell'accoglienza derivati dal turismo, come si può pensare che a pagarla siano solo i clienti delle strutture ricettive (che sono gli unici facilmente censibili) che non rappresentano neanche il 50% delle presenze turistiche reali che insitono sul nostro territorio? Insomma, oltre al danno la beffa. Perché è proprio una beffa: a pagare la tassa saranno solo gli ospiti che nel prezzo della camera o del bungalow già pagavano le tasse dovute. Inoltre: se il 2010 si caratterizzerà, in chiusra di bilanci del turismo, per una tenuta delle presenza, i fatturati, che in un'azienda sono quelli che contano veramente, vedranno una diminuzione media del 10%. Non pensiamo che nel 2011 la situazioen migliorerà. Anche perché dovremo fare i conti con una lunga crisi strisiciante. Le imprese saranno perciò costrette al contenimento delle tariffe. È perciò molto probabile che la tassa, alla fine, la pagheranno le aziende per mantenersi i clienti. Certo è che, se dovesse passare in aula la tassa di scopo per i Comuni, avremo il diritto-dovere di proporre alle amministrazioni che intenderanno applicarla concetti più estensivi, come potrebbe essere una tassa di consumo turistico che democraticamente abbasserebbe i costi aggiuntivi alla filiera ricettiva. Le amministrazione poi dovranno trovare il tempo per coinvolgere gli oragni preposti per una maggiore incisiva azione nei confronti di quelle aziende e di quei privati che con affitti al nero ed altro si sono messi fuori da quel contesto sociale che, oggi in difficoltà, avrebbe più bisogno di quelle risorse evase che di tasse di soggiorno. Insomma, la tassa di scopo forse sarà indispensabile, come qualcuno auspica, ma sicuramente insopportabile».
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