Il Tirreno

Versilia

Un coro di no contro la gabella

Isotta Boccassini
Un coro di no contro la gabella

Dagli albergatori ai politici, si temono reazioni negative

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VIAREGGIO. Una cifra (modesta) per ogni turista che arriva in Versilia. Questa sarebbe la "tassa di scopo" (ex di soggiorno) potrebbe essere una misura introdotta nel decreto del Governo sul federalismo municipale. Potrebbe servire, se la vedessimo con occhio speranzoso, a finanziare opere pubbliche, eventi ad interesse turistico o per migliorare la mobilità urbana. La tassa "modello Roma" (1 euro al giorno) è applicata in molte capitali, come Parigi (1,50 euro), mentre ad Amsterdam e Madrid viene calcolata rispettivamente il 5% e 7% del conto dell'albergo. A New York ci sono due tasse: la "Occupancy Tax" di 3,50 dollari al giorno e "Hotel Tax" calcolata in base al costo della stanza. In Versilia la tassa fu abolita nell'88; ne ha ricordi Guido Niccolai, addetto stampa dell'Apt.  «All'epoca, con i ricavati della tassa di soggiorno, furono messi in opera alcuni interventi: l'illuminazione dello stadio dei Pini, la costruzione degli hangar del Carnevale, la manutenzione del tennis in Pineta di Ponente. Sono scettico, rispetto ad una sua reintroduzione; è cambiato tutto rispetto agli anni in cui veniva applicata, i turisti soggiornavano, come minimo un mese e non come oggi una 'toccata e fuga'».  Non l'ama neppure Beatrice Taccola, presidente degli albergatori. «Siamo contrari all'introduzione di un'ulteriore tassa sull'attività turistica; bisogna vedere se verrà applicata a quanti vengono da fuori, o solo a chi soggiorna in albergo. Bisognerebbe chiarire, quali saranno gli obiettivi, se il ricavato sarà reinvestito per l'attività di riferimento e di conseguenza su una migliore accoglienza nei confronti del turista, come avviene in altri paesi, altrimenti si perde di vista lo scopo per cui la tassa viene applicata»  Per il sindaco Luca Lunardini: «E' una questione controversa, non la sposo in pieno. Bisogna capire quale sarà lo scopo e se avrà ricadute positive sul turismo, non va applicata una tassa al turista solo per far tornare i bilanci. E' necessario ragionare nell'ottica di miglioramento del servizio che si offrirà a chi verrà in città, ad esempio la creazione di un parcheggio sotterraneo ad hoc, di cui potranno usufruire solo i turisti. Credo che in un momento di crisi sia concettualmente sbagliato applicare una tassa per preservare il proprio bilancio, bisognerebbe anzi ridurre le spese per risollevare l'economia, non aumentarle».  Giacomo Bracciotti, storico albergatore lidese: «Sono sfavorevole e sono certo che l'applicazione di una tassa di soggiorno si ripercuoterà negativamente sul turista; di conseguenza verrà scontata dall'albergatore. Quando era in vigore veniva applicata in base alle stelle della struttura che all'epoca, per un tre stelle si aggirava sulle 300/400 lire al giorno. I Comuni non lo dicono, ma i turisti pagano già una tassa giornaliera per entrare con pullman in molte località turistiche toscane. Ad esempio, a Pisa è su 80 euro al giorno. Bisognerebbe offrire un drink di benvenuto, non una tassa».

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