Il Tirreno

Versilia

Tassa di scopo? Non è un tabù

Tassa di scopo? Non è un tabù

Il presidente Baccelli interviene nel dibattito sul rilancio turistico

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 VIAREGGIO. Due interventi autorevoli alimentano il dibattito aperto dal nostro giornale sul futuro, o meglio, sul rilancio del turismo in Versilia. Il primo intervento è di Stefano Baccelli, presidente della Provincia. Segue l'articolo scritto dalla senatrice Manuela Granaiola del Partito Democratico. Sono già intervenuti Milziade Caprili e Massimiliano Simoni.  «La tassa di scopo? Non è un tabù, ma vogliamo prima, per piacere, ragionare di qual è lo scopo della tassa di scopo? Tenendo ben presenti gli interrogativi che nei giorni scorsi formulava sulle pagine del "Tirreno" Miliziade Caprili ("su chi scaricare il costo della tassa?", "a chi affidare le risorse?") - interrogativi che esprimono perplessità assolutamente condivisibili - credo che un campo di discussione così ampio, come quello proposto dal "Tirreno", e cioè il tema del rilancio turistico, economico e culturale della Versilia (e, direi, di tutta la provincia di Lucca), imponga la necessità di mettersi d'accordo su alcuni punti fermi.  1) In alcune città, ad esempio a Lucca, i bus turistici sono già costretti a pagare un ticket. Si è mai saputo come vengono impiegate queste entrate? Se non si ragiona preventivamente di come investire le risorse derivanti dalla tassa di scopo, è lecito pensare che alla fine queste vengano utilizzate per ripianare la spesa corrente degli enti.  2) Allora, di fronte a un impiego improprio o non trasparente delle risorse, come pensiamo di rafforzare un'alleanza tra pubblico e privato in grado, ad esempio, di supplire, sul fronte della promozione turistica alla chiusura delle Apt?  3) Possiamo chiedere ai privati di sopportare una nuova gabella o ai turisti due, tre o quattro euro a testa al giorno in più (pensiamo alle famiglie di 3-4 persone)?  È evidente a tutti che in tempi di crisi generale, di tagli agli investimenti sul turismo decisi dal governo nazionale e, per ricaduta, da quello regionale, qualcosa bisogna pure fare. Sì, ma cosa?  Intanto, bisogna superare un altro tabù finora considerato inviolabile: l'autonomia decisionale e operativa dei singoli enti e delle associazioni per quanto riguarda la produzione e la promozione di tutto ciò che va a comporre il nostro pacchetto di offerta turistica.  Cominciamo a dire con un po' di coraggio che chi non rinuncia alla propria assoluta autonomia, in questo come in altri campi, che almeno dimostri di essere autosufficiente fino in fondo. Soprattutto sul piano economico e finanziario. E in questo sono pienamente d'accordo con Massimiliano Simoni: non so se serva mettere in piedi una "Super Fondazione", come lui la definisce, ma di sicuro bisogna chiarire, definitivamente, che chi canta fuori dal coro resta fuori dal coro. Chi non intende rinunciare al suo "particulare", come scrive Corrado Benzio, chi non misura i suoi progetti con una effettiva ricaduta economica sul territorio, difficilmente potrà ottenere contributi pubblici e privati (leggi fondazioni bancarie).  A Simoni, comunque, vorrei ricordare che su questo terreno, negli ultimi anni, la Provincia qualche passo in avanti ha provato a compierlo. Ad esempio, attraverso l'accordo sottoscritto e pienamente operativo con Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio e Fondazione Banca del Monte di Lucca, che ha portato alla nascita del Coordinamento Promozione Eventi. Esiste e funziona. Possiamo farlo funzionare molto meglio, con il concorso di tutti». Stefano Baccelli Presidente  della Provincia di Lucca

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