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Versilia

Assenteisti. Lunardini: no alla caccia alle streghe, ma ho chiesto che si cambi registro

Il sindaco: «Niente scuse per chi fa il furbo»

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COMUNE. Un’immagine del municipio

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 VIAREGGIO. No alla generalizzazioni. Ma no anche alle giustificazioni per chi non fa il proprio lavoro e considera «il 27 del mese (quando si ritira lo stipendio, ndr) come qualcosa di dovuto». Il sindaco Luca Lunardini promette di non fare marcia indietro di fronte agli assenteisti.  L'inversione di rotta, insomma, ci vuole eccome.  «Il contrasto ad ogni forma di assenteismo, oltre che una ovvia esigenza di legge - dice Lunardini - è un atto collegato e collegabile alla richiesta sempre più forte di miglioramento dei servizi pubblici, oltre che una forma di rispetto verso quella maggioranza di dipendenti che lavorano con dedizione e costanza, magari anche a fronte di stipendi non proprio principeschi e di richiesta sempre maggiore di compiti e responsabilità. Bisogna evitare ogni pericolosa generalizzazione ma neppure cadere nel relativismo del "così è sempre stato". Guai a rassegnarsi a considerare l'assenteismo come un fatto di costume mediterraneo. Il richiamo ai diritti e doveri di tutti deve essere senza se e senza ma. Ciò non toglie che debbano essere considerate anche concause più generali e profonde, in qualche modo collegabili alla relativa iniquità del sistema di inquadramento, retributivo e promozionale o, più chiaramente, di premi e sanzioni».  «Da sindaco, ma anche da comune cittadino - continua - ho avuto modo di sentire infinite lamentele sulla burocrazia e sull'inefficienza di molte parti della macchina amministrativa. Spesso ho condiviso anche personalmente queste frustrazioni. Ciò nonostante, ritengo che le generalizzazioni alla fin fine siano controproducenti».  «No pertanto a qualsiasi forma di qualunquismo e denigrazione, ma no anche a qualsiasi forma di scusante per chi non fa il proprio lavoro, così come ben ha fatto il direttore generale a sollecitare chi essendo dirigente è preposto, e retribuito, per legge, a controllare i propri dipendenti. Da parte mia e dell'Amministrazione che presiedo, rimane inalterato l'indirizzo politico di una inversione di rotta rispetto al passato, affinché siano valorizzati i molti che ben lavorano e non si tollerino i pochi che considerano il 27 del mese come dovuto».

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