Il Tirreno

Versilia

Simoni, primo round al Pucciniano

i.b.
<b>EX PRESIDENTE.</b> Massimiliano Simoni
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EX PRESIDENTE. Massimiliano Simoni

Il Tar non dà la sospensiva, Spadaccini resta in sella

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 VIAREGGIO. La sospensiva non ci sarà. E Paolo Spadaccini può continuare a restare presidente del festival Pucciniano. Ma resta ancora tutta da combattere la guerra che Massimiliano Simoni ha mosso contro il Comune e il festival, per la revoca dell'incarico di presidente della Fondazione, decisa dal sindaco Luca Lunardini l'8 novembre 2010.  Il Tar, infatti, respinge la richiesta di sospensiva presentata da Simoni contro l'atto di revoca del mandato e di nomina di Spadaccini alla guida del festival, ma «lascia impregiudicata ogni valutazione nel merito della questione».  In sostanza, il tribunale regionale amministrativo non decapita il Pucciniano (concedendo la sospensiva dell'atto di defenestrazione di Simoni) perché «nella comparazione degli interessi in gioco», ritiene «prevalente l'interesse alla continuità nell'azione della fondazione intimata».  Tuttavia si riserva di decidere nel merito la vicenda, ritenendo fondate le argomentazioni presentate dal legale di Simoni, l'avvocato Gabriele Melani. Che ha avuto mandato di presentare, già oggi, al Tar la richiesta di esame rapido del ricorso, in modo che la questione possa essere affrontata nel giro di 6-8 mesi.  Il festival Pucciniano, dunque, può continuare a lavorare con l'attuale consiglio di amministrazione per la stagione 2011, che si aprirà a luglio con un nuovo allestimento di Bohème, ma deve prepararsi ad affrontare la battaglia legale a Firenze entro la fine dell'anno. Simoni, infatti, reclama indietro il proprio posto al Pucciniano, oltre al pagamento di 50mila euro di danni, non ritenendo fondate le motivazioni con cui Lunardini ha giustificato la sua rimozione dal Pucciniano. In tribunale, dunque, dovrà essere vagliata la legittimità di tutti gli atti che hanno contribuito alla sostituzione di Simoni, dopo il suo ingresso in Fli. Perciò l'ex amministratore chiede al Tar di annullare l'atto con cui il sindaco lo ha revocato e sostituito con Spadaccini; dell'atto con cui sempre si motivava il venir meno del rapporto fiduciario fra sindaco e Simoni; dell'atto con il quale i membri del consiglio di indirizzo del festival, di nomina sindacale, hanno approvato la revoca di Simoni, nominando al contempo Paolo Spadaccini.  Infine, Simoni chiede anche al Tar di condannare le amministrazioni, gli enti e gli organi che resistono in giudizio contro il ricorso, a pagare i compensi dovuti all'amminitrazione della Fondazione festival Pucciniano da giugno 2010 alla scadenza naturale del mandato (per un importo di 125.400 euro); a corrispondere l'indennità di fine mandato (12.587,50 euro) come deliberata dal consiglio di indirizzo della Fondazione e a rifondere anche i danni.  Per questo primo pronunciamento - che il festival Pucciniano legge come una bocciatura del ricorso presentato da Simoni - il Tar ha compensato le spese legali: ciascuno, insomma, pagherà il proprio avvocato.

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