La manifestazione
LINTERVENTO
Rc: «Quelle scritte non erano minacciose»
Cristian Rossi segretario Prc
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Trovo inopportuna e pericolosa la strumentalizzazione degli striscioni e delle scritte apparse nei giorni scorsi in varie zone di Viareggio, da parte delle organizzazioni sindacali e perfino dal Governatore Rossi. Inopportuna perché in questo paese sembra che chi osi manifestare un'opinione diversa da quella della classe dominante sia un pericoloso terrorista. Senza contare il fatto che i Giovani Comunisti, a cui va tutto l'appoggio e il plauso del Partito per gli striscioni messi, hanno utilizzato l'unico strumento mediatico che la maggior parte dei mass-media prende ancora in considerazione. Il testo degli striscioni fa riferimento, come chiunque può constatare anche solo leggendoli, ad un appoggio totale alla Fiom e contro il ricatto di Marchionne.: "No al ricatto Fiat noi stiamo con la Fiom", "Contro il ricatto di Marchionne sciopero generale", solo per citarne alcuni. Ogni persona con un minimo di buonsenso capisce che in queste parole non c'è assolutamente nulla di intimidatorio o che inneggi alla violenza o anche che sia minimamente segno di intolleranza. Intolleranza è non accettare il dissenso e tentare di farlo passare per terrorismo per demonizzarlo. Inoltre questa strumentalizzazione la reputo pericolosa perché falsifica la realtà: non c'è nessuna traccia della stella a 5 punte riconducibile al terrorismo, modalità sempre condannata da questo partito fin dall'epoca del PCI, la stella è la classica stella del movimento antagonista che ritroviamo già nella bandiera italiana partigiana della Brigata Garibaldi e che insieme alla falce e martello, come apparsa, è nel simbolo del partito della Rifondazione Comunista cui i Giovani Comunisti fanno parte.
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