Il Tirreno

Versilia

I bimbi torneranno presto insieme

Matteo Tuccini
<b>SCENE DA UN DELITTO.</b> A sinistra e sopra, i rilievi dei carabinieri e del medico legale nella casa di via Matteotti a Stiava. A destra, i sub ripescano dal canale Burlamacca la memoria dell&#146;impianto di videosorveglianza della casa
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SCENE DA UN DELITTO. A sinistra e sopra, i rilievi dei carabinieri e del medico legale nella casa di via Matteotti a Stiava. A destra, i sub ripescano dal canale Burlamacca la memoria dell’impianto di videosorveglianza della casa

Saranno affidati entrambi ai nonni materni: l'ok della famiglia Quinci

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 VIAREGGIO. Nessuno li separerà. I due figli (di 8 e 3 anni) di Rajmonda Zefi e Francesco Quinci, vittime innocenti di una tragedia che segnerà per sempre la loro vita, saranno affidati ai nonni materni. La famiglia Quinci ha acconsentito, chiedendo di restare al loro fianco.  Un accordo raggiunto grazie al lavoro degli avvocati delle parti e all'intermediazione del Comune di Viareggio, tramite l'assessore alle politiche sociali Vittorio Fantoni.  Ma soprattutto grazie alla buona volontà di entrambe le famiglie, coinvolte in un dramma impossibile da concepire per chi sta fuori.  «Salviamo i bimbi». Dopo il ritrovamento del corpo di Rajmonda, per la morte della quale si trova ora in carcere il marito Francesco con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere, in tanti si sono chiesti quale sarebbe stato il destino della piccola di 8 anni e del bimbo di 3 nati dal matrimonio.  Ma sin dall'inizio i legali delle due parti - Riccardo Carloni per gli Zefi e Carlo Alberto Antongiovanni e Giorgio Nicoletti per i Quinci - hanno lavorato per ridurre le distanze.  Anche se sembrava impossibile trovare un'intesa dopo un fatto del genere, provarci era necessario per mettere in salvo il tesoro più caro: i nipoti.  Da subito la bimba è stata accudita dai genitori di Rajmonda, il bimbo da quelli di Francesco. Chiaro, però, che una situazione del genere non poteva durare, anche perché i due piccoli non possono e non debbono stare separati. Così, in attesa del pronunciamento del tribunale dei minori di Firenze, è stato raggiunto un accordo, messo nero su bianco in una lettera firmata dalla famiglia Quinci.  In questa lettera praticamente si accetta l'eventualità che i bambini vengano affidati agli Zefi.  «Oltre alla lettera - dice l'assessore Fantoni - partirà con destinazione Firenze la relazione dei servizi sociali del nostro Comune (dove risiedono sia gli Zefi che i Quinci, ndr). Tutto l'incartamento servirà per garantire la massima informazione sul caso al tribunale». Ora non resta che attendere le indicazioni dei giudici della corte minorile.  Continueranno a stare con entrambi. L'affidamento ai nonni materni ha anche motivi giuridici: i piccoli non avrebbero potuto costituirsi parte civile al processo contro il padre se fossero stati affidati ai genitori di Francesco. In ogni caso, il patto tra le due famiglie prevede che i nonni paterni mantengano pieni diritti: potranno continuare a vedere i nipoti e a stare con loro com'è giusto che sia. Il loro aiuto e supporto alla crescita dei bambini sarà anche di carattere economico e patrimoniale. Non è escluso che la casa di via Matteotti a Stiava, che è di proprietà dei Quinci, resti a disposizione dei piccoli per qualsiasi evenienza futura.  

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