Il dolore
Sanità. Si vuole evitare il ricorso al tribunale e l’aumento dei costi che ne consegue
Asl, crescono le transazioni
◗
OSPEDALE. L’ingresso del Versilia200mila euro versati in pochi mesi a utenti danneggiati
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Si chiama Comitato valutazione sinistri e - a parte il nome fantozziano - è una roba seria. L'Asl 12 Versilia lo ha costituito nell'agosto 2009 per valutare tutte le richieste di risarcimento danni degli utenti. E capire dove e come eventualmente si possa evitare di perdere anni e soldi in cause di tribunale. Ebbene, negli ultimi mesi il Comitato ha dato il via a numerosi accordi di transazione, che poi vengono gestiti (e liquidati) dalla compagnia di assicurazione, in questo caso l'Assimoco. Nel complesso si è raggiunto la cifra di quasi 200mila euro di risarcimenti destinati a utenti che si ritenevano danneggiati. E che secondo il comitato tecnico avevano ragione. Le cifre. A fornire indicazioni precise in merito è stata la Regione, che con una delibera del 2009 aveva invitato le aziende sanitarie «alla gestione diretta della sinistrosità», in parole povere a valutare in prima persona le richieste di risarcimento danni. Questo - secondo la Regione - avrebbe comportato «un considerevole risparmio economico» e un rapporto migliore con il cittadino, che tra l'altro avrebbe potuto godere di tempi certi di risarcimento. L'Asl, perciò, ha costituito questo comitato, composto da membri interni ed esterni con qualifiche e competenze professionali specifiche, che dal 1º gennaio 2010 ha il compito di valutare dal punto di vista tecnico ogni richiesta che arriva all'Asl, capire se e che tipo di danno ci sia stato e se, ovviamente, il problema che si è creato comporta una responsabilità dei medici o del personale sanitario. La presenza di un organismo del genere è importante perché serve ad evitare le lungaggini di cause in tribunale e garantisce al cittadino un pronto risarcimento, comunque equilibrato - ovviamente a giudizio dell'utente - rispetto a quanto subito. Le transazioni più onerose, da questo punto di vista, si sono rivelate una successiva a una richiesta danni per un intervento nell'unità colon-proctologia (78mila euro di risarcimento) e uno relativo a prestazioni fornite in ostetricia e ginecologia (76mila euro). Esistono, però, anche richieste molto più basse, per esempio di 800-1.000 euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
